di Claudio Demartini*
Lo scenario culturale
L’istruzione tecnica superiore si inserisce nello scenario culturale fondato sull’integrazione della scienza, della tecnica e della tecnologia. Mentre la scienza rappresenta la conoscenza elaborata attraverso l’osservazione della natura, il termine infatti ha origine dal latino scientia, che esprime proprio la conoscenza, il termine tecnologia deriva dal greco τεχνολογία, e rappresenta letteralmente il discorso sull'arte, essendo arte il saper fare.
Nell'accezione più classica, solo in parte rielaborata a seguito dell’avvento dell’informatica, la tecnologia si occupa dello studio dei procedimenti e delle attrezzature necessarie per la trasformazione di materie prime e semilavorati in un prodotto o sistema complesso, muovendo dai principi della scienza e utilizzando la tecnica, che invece si occupa specificatamente delle pratica della lavorazione. Pertanto, nella prospettiva della realizzazione di un prodotto o di un sistema, la scienza mette a disposizione ciò che si può e si deve sapere (in merito ai principi), la tecnologia quello che è opportuno sapere per fare, la tecnica infine spiega come si procede nel fare.
A tutto ciò si devono aggiungere le caratteristiche proprie dell’uomo come immaginazione, giudizio e disciplina intellettuale le quali, unite alla conoscenza anche storica del preesistente, hanno reso possibile utilizzare la tecnologia in modo sicuro, efficiente e ripetibile. Grazie all’inarrestabile processo di rinnovamento tecnologico è stato infatti possibile promuovere consistenti incrementi di produzione, perché le grandi fabbriche nate con la rivoluzione industriale hanno favorito, a seguito dell’introduzione di macchine sempre più complesse, la sostituzione del lavoro dell’uomo con quello degli automi. Il progresso tecnologico negli ultimi decenni ha migliorato notevolmente anche tenore e qualità della vita di parte del genere umano: molti lavori gravosi sono infatti stati eliminati, molte malattie sono state sconfitte favorendo anche il progressivo allungamento della vita media.
L’Istruzione Tecnica e i Sistemi Tecnologici
Per capire l’evoluzione dell’istruzione tecnica occorre anche considerare le dinamiche del cambiamento tecnologico attraverso la comprensione di che cosa esattamente sia cambiato e come gli equilibri generali siano stati profondamente toccati dalle grandi innovazioni. I recenti cambiamenti tecnologici sono anche la conseguenza di strette interazioni locali e globali per le quali si è reso necessario introdurre la nozione di sistema tecnologico. Parafrasando Bertrand Gille (The History of Techniques, New York, Gordon and Breach Science Publishers, 1986) “… tutte le tecniche in varia misura dipendono le une dalle altre sicché dovrebbe esserci una certa coerenza tra loro…”. Questa osservazione viene ripresa nella letteratura introducendo la definizione di sistemi tecnologici che mira a stabilire un legame forte tra i fondamenti tecnici e le organizzazioni istituzionali e professionali che li gestiscono. Antoine Picon (Tra Utopia e ruggine, 2006 , Allemandi, Torino, 2007) sottolinea l’esistenza di “ … rappresentazioni assai generali dell’efficienza basate su interpretazioni associate di natura e società e rappresentazioni più specifiche dell’organizzazione e delle tecniche di produzione…” suggerendo che “…il moderno concetto di lavoro, che mescola l’energia con le riflessioni sociali, è un tipico prodotto del primo genere di rappresentazioni”. Da queste riflessioni si giunge alla definizione dei sistemi socio-tecnologici che coniugano gli aspetti sociali degli individui e della società con quelli tecnici delle macchine e della tecnologia. Il termine socio-tecnologico si riferisce alla relazione inevitabile tra la componente sociale, quindi anche quella economica e ambientale, con gli aspetti tecnici che qualificano una qualsiasi organizzazione.
Etica, Sostenibilità e Istruzione Tecnica
Il ciclo di vita di un prodotto o di un sistema, comunque complesso, si sviluppa in uno scenario che abbraccia prospettive tecnologiche che vanno interpretate nel quadro complessivo della sostenibilità sociale espressa secondo paradigmi che pongono al centro l’individuo e la qualità della sua vita. A questo assunto si lega l’attenzione all’etica della responsabilità esperita sia in ambito pubblico che privato. Molte sono infatti le imprese e le amministrazioni pubbliche che già oggi hanno avviato programmi di promozione della responsabilità sociale. Per quanto largamente commentata, oggi è ancora arduo citare una definizione unica di responsabilità sociale. La definizione più diffusa e condivisa è stata pubblicata dalla Commissione Europea in “Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate” (Libro Verde, “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” Bruxelles, 18.7.2001 COM(2001) 366).
In questo quadro l’istruzione tecnica superiore intende svilupparsi attraverso la costruzione di una relazione sistemica anche con l’università, per esprimere un’alternativa ai percorsi accademici, mettendo dunque in pratica i suggerimenti che l’OCSE esprimeva sin dal 1998 rispetto all’anomalia tutta italiana dell’assenza di un percorso non accademico nell’alta formazione (Higher Education).
Il punto di partenza del processo di costruzione del percorso è dato dalle attività di ricerca realizzate nei laboratori di grandi e medie imprese o dei distretti tecnologici, sede riconosciuta di centri orientati alla promozione dell’innovazione delle piccole e medie imprese. Tali laboratori rappresentano di fatto le sedi più appropriate per il consolidamento dei linguaggi e delle metodologie dell’innovazione poiché offrono opportunità di formazione sulla frontiera del trasferimento tecnologico.
La missione dell’Istruzione Tecnica Superiore è dunque quella di promuovere una risposta adeguata alle esigenze di innovazione delle imprese, coniugando gli aspetti strettamente tecnologici con le componenti economiche, ambientali e sociali, rispettando i paradigmi dell’etica e della sostenibilità delle azioni produttive e commerciali.
*PhD, professore ordinario di sistemi di elaborazione del Politecnico di Torino, vicerettore, preside vicario della facoltà di organizzazione d’impresa e ingegneria gestionale, membro del gruppo tecnico del MIUR per la riorganizzazione dell’istruzione tecnica.
Pubblicato il 28/05/09