di Bruno Carioti*
È senz'altro la novità più interessante, ma senza dubbio la più complessa, della Riforma dei Licei annunciata dal Ministro Gelmini che andrà in vigore dal prossimo anno scolastico (2010-2011). Infatti, mentre per gli altri licei si tratta di rinnovare percorsi già in essere, per il Liceo Musicale e Coreutico (LMC) è necessario creare, dal nulla, un nuovo percorso che, come è indicato nelle direttive ministeriali, dovrebbe rappresentare la naturale prosecuzione delle SMIM (Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) e, secondo quanto previsto nella Legge di riforma dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, il sostituto della formazione di base dei Conservatori.
Quaranta sedi su tutto il territorio nazionale
Al momento, dopo la presentazione di una prima bozza dei piani orari, sono in via di definizione i contenuti disciplinari dei vari ordini di licei, con la formulazione dei traguardi di apprendimento delle singole discipline che compongono i curricoli, traguardi che devono essere raggiunti sulla base delle abilità e delle competenze acquisite nel corso degli studi. Questo lavoro si dovrebbe concludere entro la fine del mese di novembre 2009 per consentire alle scuole di adeguare i propri programmi e presentare l'offerta formativa entro il mese di febbraio 2010, periodo in cui si effettuano le pre-iscrizioni nelle scuole secondarie.
Per il LMC è necessario, prima di tale data, individuare anche le sedi in cui attivare tale percorso. Nel documento di presentazione dei nuovi licei è infatti indicato che i LMC, in una prima fase, non potranno essere più di 40 su tutto il territorio nazionale. La previsione dell'apertura di un numero così limitato di sezioni impone, quindi, da un lato di operare una selezione tra le tante richieste di attivazione che a oggi sono state avanzate, e, dall'altro, fa cadere una delle convinzioni che si erano venute a creare a proposito di tali istituzioni scolastiche. Con una distribuzione così limitata non è ipotizzabile che possano sostituire i corsi di base che attualmente sono attivati nei Conservatori e soddisfare la richiesta di formazione in campo musicale che, come è noto, è in costante crescita. Al massimo la possono integrare.
Obbligo di frequenza
Proprio a questo riguardo, aggiungo alcune informazioni sulla peculiarità dell'insegnamento della musica così come attualmente viene svolto nei Conservatori e come invece dovrebbe essere nei futuri LMC.
I Conservatori, da sempre, riescono a servire un territorio molto ampio poiché le lezioni di musica, soprattutto nei primi anni di corso, impegnano gli studenti solo per uno o due giorni alla settimana, di solito nel pomeriggio. Gli allievi fuori sede quindi frequentano le scuole alle quali sono iscritti nel luogo di residenza e raggiungono il Conservatorio solo nei giorni prescritti. Il Liceo invece, per sua organizzazione, ha necessità di una frequenza quotidiana, con classi strutturate e con orari comuni a tutti gli studenti: alle 8,30 si entra in classe, alle 13,30 si esce oppure, a volte, si prosegue il pomeriggio.
È evidente che, se si sostituisse integralmente il segmento iniziale dei Conservatori con i LMC, per moltissimi ragazzi fuori sede che attualmente studiano in Conservatorio sarebbe impossibile continuare a frequentare le lezioni di musica, poiché la sede del futuro LMC potrebbe essere situato a una distanza tale da non consentire loro di seguirne quotidianamente le lezioni. E questo a meno di non prevedere l'istituzione di un LMC ogni 20 km: scenario a oggi impensabile, considerata anche la situazione economica complessiva del Paese. A questo si aggiunga che gli studenti che attualmente seguono gli studi musicali in Conservatorio frequentano contemporaneamente sia istituti professionali sia licei, secondo la loro scelta vocazionale o semplicemente perché l'istituto prescelto è il più vicino a casa. L'obbligo di dover frequentare, se vogliono studiare musica, il LMC, li costringerebbe quindi a una scelta obbligata sul tipo di Liceo cui iscriversi. È necessario, quindi, prevedere un periodo più o meno lungo di coesistenza tra i Conservatori e i LMC. Questo è peraltro espressamente indicato nei documenti ministeriali nei quali l'attivazione dei licei viene condizionata all'esistenza di una convenzione con un Conservatorio. Non è ancora chiaro come si procederà per selezionare le proposte di attivazione che sono numerosissime: proprio il modo di valutare le proposte che, al di là dei tecnicismi, è un atto squisitamente politico, farà meglio capire cosa ci si aspetta da questi LMC.
I nuovi curricoli
Per avere un quadro completo è necessario prendere in esame i curricoli proposti per i LMC. Dai documenti che sono circolati in questo tempi e che riportano le bozze dei piani orari dei futuri licei, si evince che, su un totale di 32 ore settimanali, ben 12 sono dedicate alle materie prettamente musicali, divise tra le discipline di Esecuzione e interpretazione, Teoria e composizione, Storia della Musica, Laboratorio di musica d'insieme, Nuove tecnologie. È evidente che le materie musicali sono fortemente caratterizzanti e improntate a una impostazione pre-professionalizzante del LMC, propedeutica alla prosecuzione degli studi musicali nei corsi accademici dei Conservatori. D'altro canto, non potrebbe essere altrimenti visto che la Legge 508/99 (la Legge di riforma dei Conservatori) prevede espressamente che il segmento inferiore dei Conservatori dovrà essere sostituito, in un futuro più o meno lontano, proprio dai LMC.
SMIM e LMC
Infine, una considerazione personale su quale dovrebbe essere la distribuzione territoriale dei primi 40 LMC che verranno attivati. A mio modesto avviso, in questa prima fase i LMC dovrebbero essere collocati in quelle province in cui non sono presenti né Conservatori né Istituti Musicali Pareggiati. Questo consentirebbe di allargare l'offerta formativa pubblica in ambito musicale anche a quegli studenti che vivono in città in cui hanno potuto seguire i corsi delle SMIM ma, non essendo ivi presenti Conservatori, non hanno la possibilità di proseguire gli studi musicali in una istituzione pubblica e sono quindi costretti a rivolgersi a strutture private per coltivare la loro passione per la musica.
Un'ultima annotazione di carattere culturale: è fondamentale che nei LMC l'offerta di insegnamento dei singoli strumenti sia la più ampia possibile, cercando di evitare l'errore che si è fatto con le SMIM nelle quali, di fatto, la scelta degli strumenti è limitata a 3 o 4. È importante, infatti, proporre agli allievi la possibilità di studiare anche gli strumenti meno noti ma non per questo meno importanti quali, per esempio, l'oboe, il fagotto, il corno e altri. Se così non si facesse entro pochi anni questi strumenti scomparirebbero del tutto con le conseguenze che è facile immaginare. E in questo la convenzione con il Conservatorio potrebbe rivelarsi uno strumento estremamente efficace.
*Direttore del Conservatorio "Alfredo Casella" di L'Aquila. Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica
Pubblicato il 21/10/2009
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