di Diana Lanternari*
La società in Europa nella seconda metà dell’800
Nella seconda metà dell’800 l’Europa è caratterizzata dalla formazione degli stati nazionali di Italia e Germania (1850-1870) e dall’affermazione e definizione di quelli già esistenti da tempo (Francia e Inghilterra). Come sempre accade, una volta definita l’identità politica degli stati, cominciano a delinearsi nuovi problemi, soprattutto di ordine sociale, ed è per questo che l’attenzione alla condizione sociale rappresenta il filo rosso che accompagna la produzione culturale e letteraria dell’intera Europa. Gli elementi che accomunano le fisionomie dei diversi stati europei in questa fase sono: 1- il riferimento frequente al modello di stato centralizzato di stampo napoleonico, sia pure con modalità differenti in relazione ai diversi paesi; 2- un’impronta liberale che, unitamente al progressivo affermarsi della borghesia, si intreccia al movimento nazionalista, caratteristica dominante del secolo. Nello stesso periodo cominciano altresì a delinearsi forti movimenti di rivendicazione sociale (operai e socialisti) caratterizzati al contrario da una forte componente internazionalista (Marx e Engels, “Gli operai non hanno patria”, 1847)
Il “romanzo sperimentale” e l’influenza dell’evoluzionismo
Così in Francia, sotto l’influenza di Saint-Simon, De Maistre, Fourier, si sviluppa un filone di letteratura di carattere sociale che trova i suoi massimi rappresentanti in Balzac, Flaubert, Zola. A proposito di Balzac sarà proprio Zola a coniare la definizione di romanzo sperimentale: “Il procedimento consiste nel prendere i fatti nella realtà e nello studiarne la concatenazione agendo su di essi, modificando, cioè, circostanze e ambienti senza mai allontanarsi dalle leggi della natura. Ne deriva la conoscenza scientifica dell’uomo nella sua azione individuale e sociale”. (Zola, Il romanzo sperimentale, trad. I. Zaffagnini, Parma 1980). Sulla base di questo principio, interessante è l’esempio di un film di Resnais, Mon oncle d’Amerique del 1980, ispirato alle teorie dello scienziato Laborit, in cui il comportamento del protagonista viene costantemente rapportato a quello di alcuni topi che agiscono sulla base di riflessi condizionati. Sempre a proposito dell’incidenza delle leggi della natura sul comportamento umano, forte è l’influenza delle teorie darwiniane della lotta per la sopravvivenza sulla produzione letteraria verista (Verga). La sperimentazione narrativa si estende anche alla produzione di Sue o dei Goncourt, che adottano per il loro Germinie Lacertaux la definizione di romanzo inteso come “documento di vita”.
Narrativa e società in Inghilterra e non solo
Nelle opere delle sorelle Brontë, figure di spicco nella narrativa anglosassone della seconda metà del’800, pur se la dimensione prevalente è quella sentimentale, non mancano importanti riferimenti alle tematiche di ordine sociale. In Cime tempestose, l'unico romanzo di Emily Brontë del 1847, il dramma di Heathcliff, orfano e povero, adottato dal signor Earnshaw, si consuma attraverso il suo amore disperato e impossibile per Catherine Earnshaw., il cui fantasma, dopo il matrimonio di lei, la distruzione della sua famiglia e la morte della ragazza, lo perseguiterà per tutta la vita. Dal romanzo è tratto un bel film di William Wyler (1939), La voce nella tempesta.
Jane Eyre è un romanzo di Charlotte Brontë, del 1847. La protagonista, orfana, perseguitata dalla famiglia adottiva, finirà in un collegio severo e rigoroso, come di consueto accadeva alle ragazze povere e senza famiglia. Soltanto la sua determinazione e una tormentata storia d’amore la riscatteranno dalle ingiustizie impostale da una società chiusa e retriva.
Sul piano sociale e sul piano religioso la famiglia si considera il nucleo fondante della società e il matrimonio, unico, indissolubile e mai socialmente promiscuo, rappresenta un tema dominante che si riflette anche nella produzione letteraria. L’ossessione per il matrimonio già nella prima metà del secolo costituiva il principio animatore, ad esempio, dei romanzi di Jane Austen (1775-1817), (Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Persuasione) come pure di alcuni racconti di Maupassant (Idrofoba, 1883).
I giovani e la società nella produzione letteraria
Un particolare riferimento alle tematiche sociali emerge anche nella produzione su e per l’infanzia. In Inghilterra alla narrativa dickensiana, incentrata su storie di bambini poveri, orfani e maltrattati, cui segue un immancabile riscatto come premio della loro bontà e del loro convinto volontarismo, si affiancano opere, forse meno incisive ma non meno efficaci sul piano educativo, come Il piccolo
lord di F. E. Burnett (1886) e Incompreso di F. Montgomery (1869), da cui sono stati tratti due film, rispettivamente di J. Gold (1980) e di Comencini (1966); ad essi si affianca, in Francia, il romanzo Senza famiglia di H. Malot (1878).
Nel Piccolo lord il protagonista, Cedric Errol è un bambino orfano di padre, il cui nonno, conte di Dorincourt, animato da forti pregiudizi sociali, rifiuta per anni di incontrare la nuora e il nipotino. Il contrasto fra le abitudini del bambino e della madre, che si adoperano nel comprendere e soccorrere la povera gente, e quelle del conte, ingessato nel suo ruolo di vecchio e ricco aristocratico inglese, si appiana soltanto grazie alla tenacia e alla straordinaria capacità seduttiva di Cedric che riuscirà a smussare il carattere del nonno modificandone anche le rigide posizioni.
Nel caso di Incompreso la dimensione sociale si risolve nella rappresentazione dell’ambiente alto borghese dell’Inghilterra tardo-ottocentesca, dove anche i sentimenti più forti vengono obbligatoriamente temperati dando luogo a drammi più gravi di quelli che li hanno determinati. Tuttavia, anche in grazia dell’evidente presa emotiva che esercita sui lettori, il romanzo si può a buon diritto iscrivere nel filone della letteratura di intento educativo.
Anche Rémi, il protagonista di Senza famiglia, è un bambino infelice, povero e abbandonato, che si accompagna con un artista di strada girovago e di modesta posizione sociale. Le avventure che si troverà a vivere lo condurranno alla scoperta delle sue origini e, naturalmente, al riscatto per sé e per l’amico Vitali.
*Ha insegnato nelle sezioni sperimentali e Brocca del Liceo Virgilio, ha lavorato alcuni anni presso il dipartimento di filologia classica della Sapienza, ha pubblicato articoli scientifici, traduzioni e commenti di classici per la scuola, ha collaborato alla produzione di testi scolastici e divulgativi e alla compilazione di voci dell’Enciclopedia Virgiliana della Treccani; ha partecipato in qualità di coordinatrice a corsi di formazione e progetti didattici.
Pubblicato il 23/02/2012
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