di Fiammetta Lozzi Gallo
Alcuni anniversari che ricorrono quest’anno possono essere un’occasione per scoprire, riscoprire o approfondire la conoscenza dell’opera di autori che hanno fatto la storia della letteratura mondiale.
Il 14 marzo 1972, in circostanze mai del tutto chiarite, moriva l’editore
Giangiacomo Feltrinelli che – dapprima militante comunista e poi sempre più impegnato nell’estrema sinistra – era entrato da qualche anno nell'attività clandestina, convinto del pericolo di un colpo di Stato neofascista.
Sulla vita di Feltrinelli è possibile leggere l’appassionante
Senior Service, scritto dal figlio
Carlo nel
1999. Tuttavia, l’anniversario della morte del fondatore della mitica casa editrice può essere anche l’occasione per rileggere alcuni dei capolavori che egli seppe riconoscere e apprezzare; tra questi, il
Dottor Živago di
Boris Pasternak (1957), del quale pubblicò la prima edizione mondiale – che porterà l’autore al premio Nobel nel 1958 e la casa editrice a essere un punto di riferimento per gli autori in campo internazionale – e
Il Gattopardo di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1958).
Quest’anno ricorre anche il trentennale della pubblicazione del romanzo di
Primo Levi Se non ora, quando? “Le avventure drammatiche e vere di quei partigiani ebrei polacchi e russi che resero colpo su colpo a chi tentò di sterminarli” (dalla quarta di copertina). Un’occasione per riflettere in maniera più approfondita sulla passività che è spesso attribuita al popolo ebraico nell’affrontare la tragedia delle persecuzioni razziali del secolo scorso.
Nel 1922 moriva
Marcel Proust; occorre affrontare con la dovuta calma l
a lettura di un’opera imponente come la Recherche, capolavoro che, proprio a proposito di editori, fu rifiutato al tempo dall’editore Gallimard per il parere negativo di André Gide.
Per chi non volesse cimentarsi con le migliaia di pagine della
Recherche, potrebbe essere molto interessante la lettura del
Breviario Proustiano (Einaudi, 2011) pubblicato a cura di
Patrizia Valduga con una traduzione di
Giovanni Raboni. Il libro raccoglie aforismi, massime, sentenze dalla
Recherche. Scrive Raboni: “Merito di Proust, certo, della grandiosa polivalenza del suo capolavoro, che non è un solo libro ma la stratificazione di molti libri, se non addirittura di tutti i libri possibili, e che rimane dunque vivo, vivo in ciascun pezzo, anche se lo si faccia, letteralmente, a pezzi”
Bisogna ricordare, infine, che nel 1922 veniva rappresentato al Teatro Manzoni di Milano
Enrico IV di
Luigi Pirandello, opera grandemente innovativa che portava in scena “il teatro nel teatro” attraverso la mediazione della pazzia. Un’occasione per rileggere alcuni capolavori della produzione metateatrale del grande drammaturgo, da
Sei personaggi in cerca d’autore a
Ciascuno a suo modo a
Questa sera si recita a soggetto.