Tra i tanti argomenti a cavallo tra storia e letteratura, ne proponiamo due di cui quest'anno cade il centenario.
Il 2012 segna il bicentenario della campagna napoleonica in Russia. La Francia e la Russia hanno dato ampio spazio a questa ricorrenza. Per la Russia, soprattutto, la vittoria su Napoleone rappresentò allora l’ingresso a pieno titolo nel consesso delle grandi potenze europee e rappresenta ancor oggi una delle pagine più sofferte e gloriose della storia patria.
Naturalmente in Italia l’attenzione a questo bicentenario è stata minore, ma esso costituisce non di meno un buon pretesto per addentrarsi in un argomento affascinante, che si può affrontare attraverso letture leggere o impegnative, e magari tutt’è due.
La prima proposta è di cogliere l’occasione per leggere un classico immortale come Guerra e pace di Lev Tolstoj, grandioso affresco di quelle vicende, rivissute attraverso le storie di Pierre Bezuchov e della famiglia Rostov. Naturalmente di questo romanzo esistono in Italia varie traduzioni, facilmente acquistabili.
Per chi voglia invece studiare questo periodo rimandiamo a due opere di storici inglesi, pur esse disponibili nelle nostre librerie: La tragedia di Napoleone in Russia. 1807-1814: la fine del sogno imperiale, di Dominic Lieven, tradotto in italiano per i tipi di Mondadori (2010), un testo ricco e documentato, particolarmente attento alla ricostruzione della campagna napoleonica; e il ben noto testo di storia militare di David G. Chandler, Le campagne di Napoleone, Rizzoli 1992, ma tuttora disponibile, che, come dice il titolo, non tocca solo la campagna di Russia.
Qualche altra idea un po’ più inaspettata? Per esempio cercare i due volumi di Philippe de Ségur, Napoleone in Russia, pubblicato da Rizzoli in traduzione italiana nel lontano 1950. E’ l’opera di un militare, poco tenero nei confronti di Napoleone, che combatté nella campagna di Russia. Sempre per i bibliofili: cercare i romanzi “napoleonici” degli scrittori francesi Eckermann-Chatrian, Il coscritto del 1813 e Waterloo. Furono tradotti in italiano nell’Ottocento(!), mentre se ne trovano ancora edizioni moderne in francese. Non trattano della campagna di Russia ma delineano bene la vita dei soldati semplici durante le campagne napoleoniche.
Troppo difficile e ricercato? Allora si può leggere il romanzo storico di Arthur Conan Doyle, Lo zio Bernac alla corte di Napoleone (sì, il “padre” di Sherlock Holmes), purché si ricordi che è un’opera satirica, animata da sentimenti antifrancesi, e non un testo di studio!
I 600 anni della nascita di Giovanna d’Arco costituiscono un altro pretesto per letture avvincenti tra storia impegnata e romanzo e teatro: la letteratura, la filmografia, l’agiografia sulla Pulzella d’Orléans sono praticamente sterminate e si possono spendere ore davanti a Internet passando dagli stralci di un film alla recensione di un libro.
La figura di Giovanna d’Arco è stata affrontata sostanzialmente in chiave storica, in chiave religiosa (si ricordi che, mentre il processo in cui fu condannata per eresia e bruciata sul rogo venne dichiarato nullo dalla Chiesa un quarto di secolo dopo la sua morte, Giovanna fu beatificata prima e santificata poi solo negli anni 1909 e 1920), e in chiave letteraria.
In italiano sono facilmente reperibili il testo di Franco Cardini, Giovanna d’Arco. La vergine guerriera, pubblicato negli Oscar Mondadori, nonché i titoli della notissima storica medievista francese Régine Pernoud, tra i massimi esperti della Santa guerriera: La spiritualità di Giovanna d’Arco (Jaca Book), Giovanna d'Arco. Una vita in breve (Edizioni San Paolo).
Un classico sull’argomento è poi il breve ed insuperato testo dello storico ottocentesco Jules Michelet, Giovanna d’Arco, uscito in Francia nel 1841, e disponibile nella traduzione italiana più recente per i tipi dell’editore Filema, ma ovviamente già pubblicato e tradotto precedentemente nel nostro paese.
Un documentato lavoro sulla figura di Giovanna d’Arco si deve, chi lo avrebbe mai detto?, a Mark Twain, l’autore delle celeberrime avventure di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn, generalmente noto per le sue opere umoristiche e per i suoi aforismi. In realtà Mark Twain scrisse, specie alla fine della sua vita, molte opere impegnate e tra queste rientra La vita e il processo a Giovanna d’Arco, edito in italiano da Macroedizioni, cui l’autore dedicò 12 anni. In ultimo, per guardare alla figura di Giovanna d’Arco dal punto di vista religioso cattolico, citiamo il romanzo storico del polacco Jan Dobraczynski, “Chiunque vi ucciderà…” (in italiano per i tipi della Morcelliana), e lo scritto del filosofo Jean Guitton, Il genio di Giovanna d’Arco, pubblicato in Italia dall’editore Massimo.
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