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180La luce della ragione
Vittorio Sgarbi
Rizzoli libri illustrati, 2004, pp. 167, 22 euro.

a pag. 63: “Nelle fabbriche di sua invenzione”, dice Ottavio Bertozzi Scamozzi, “si trovano combinate tutte le proprietà, le lodi e le qualità che richiede la buona architettura, cioè la solidità, la comodità, la decenza, l’ordine, la disposizione, la proporzione e costantemente la desiderabile e pregiabile bellezza”.

l’idea: Se potessimo prendere un battello in una giornata di sole, scendendo lungo le rive del fiume Brenta attraverso la pianura padana, avremmo modo di ammirare alcune delle pregevoli ville progettate da Andrea Palladio nel Cinquecento. Questo viaggio assume i contorni di un centinaio di pagine, in cui singole schede alternano dati storici e architettonici sulle ville a immagini delle stesse, e le sequenze di un dvd curato da Elisabetta Sgarbi. A condurre il grand tour è Vittorio Sgarbi, partendo dal primo insediamento abitativo celebre, la trecentesca Casa del Petrarca ad Arquà (Padova), dono di Francesco I da Carrara al poeta toscano e divenuto nel 2003 un piccolo spazio museale; si giunge così agli studi condotti tra le rovine di Roma dall’illustre artifex vicentino, alle sue idee progettuali e al particolare sistema abitativo, che ebbe un incremento nel numero degli insediamenti soprattutto dal XVI secolo. Le ville divennero infatti luogo di rifugio dei ricchi funzionari della Repubblica di Venezia, che cercavano nella campagna la sede per il loro otium intellettuale e la coltivazione dei campi, un collegamento rappresentato emblematicamente dalla struttura delle barchesse, ossia degli edifici posti di lato alla fabbrica principale. Dalle prime ville del Palladio, come la Pojana, con un esplicito riferimento al Bramante di S. Maria delle Grazie a Milano (il timpano spezzato e la serliana al centro dell’ingresso con cinque aperture circolari) a quelle più note: la Barbaro di Maser (Treviso), edificata tra il 1549/51 e il ’58, completata nel suo respiro rinascimentale dal gusto dell’illusione e della citazione raffinata data dalle pitture mimetizzate delle porte da cui spuntano curiosi bambini e musici disposti su leggiadri piedistalli in marmo realizzati da Paolo Veronese entro il 1560. Inoltre ampio spazio è dedicato a villa Foscari detta La Malcontenta e alla nota La Rotonda, tutta imperniata sullo spazio centrale sormontato da una cupola. L’architettura di Palladio non è mai ripetitiva, ma continuamente ripensata sull’antico – come si legge nelle pagine del suo trattato “I quattro libri dell’architettura” (del 1570) - e reinventato con moduli compositivi originali, visibili anche nelle ville Angarano, Zeno, Barbini, che versano in un precario stato conservativo. Infine altre due dettagliate sezioni sono dedicate a villa Trissino - incompiuta - e alla Valmarana, dalle caratteristiche figure grottesche poste sulla cinta muraria, ideata da un seguace del Palladio.

il commento: L’elegante pubblicazione non possiede fortunatamente tra le sue prerogative la funzione di “libro da salotto” - nonostante alcuni dati specifici di tipo architettonico siano accantonati per un pubblico più vasto e un occhio molto attento alle immagini potrebbero indurre al contrario -, ma alla base vi è la voglia divenuta necessità, di preservare un ricchissimo patrimonio architettonico, storico e ambientale qual è la pianura del Brenta, dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. Un patrimonio che corre dei seri rischi, poiché nel 2001 si è riproposta la questione Pirubi, svelto acronimo di Piccoli, Rumor e Bisaglia, i leader democristiani delle tre province che negli anni ‘70 furono fautori della proposta di inserimento di un’autostrada di collegamento tra Rovigo, Vicenza e Trento. La questione all’epoca venne messa al bando dalle autorità statali, ma in questa attuale versione “rivista e corretta” la società autostrada Brescia–Verona–Vicenza-Padova dopo aver acquisito la concessione dell'autostrada A31-Valdastico Sud, ha presentato ai ministeri competenti e alla Regione Veneto una proposta di Valutazione d'impatto ambientale del tronco dalla provincia di Vicenza a quella di Rovigo. Nonostante i pareri negativi della commissione statale Via e del ministero per i Beni e le attività culturali, il governo Berlusconi nel 2004 modifica successivamente la composizione della Commissione, sostituendo 23 dei 36 membri, come ha denunciato a suo tempo l’organizzazione «Save Europe Heritage». In breve, il lungo dibattito che ne è seguito ha portato ad una sorta di compromesso poiché il limite dalla rete stradale alle ville è stato aumentato e l’autostrada scivolerà liscia “in trincea”, secondo le parole di Manuel Guido, coordinatore dell'ufficio dell'Unesco presso il ministero per i Beni Culturali. Senza pronosticare immagini di disastri ambientali (oltre che culturali) più di quanto la realtà rischia di produrre, l’importanza della conoscenza a tutti i livelli - dagli studenti ai docenti - e degli spunti di ricerca per un ampio dibattito si dimostra possibile anche attraverso libri di studi formato short come questo.

Irene Tedesco

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