Marcello Flores
1917, La Rivoluzione
Einaudi, 2007, pp. 139, € 8,00.
Per lungo tempo la rivoluzione russa dell’ottobre 1917 è stata rappresentata come un mito, positivo o negativo. La visione positiva si è andata indebolendo e con il 1989 non è sopravvissuta al crollo del socialismo reale che, invece, ha alimentato quella negativa. Nonostante tutto ciò ancora oggi, nell’immaginario collettivo, la rivoluzione del Novecento con la ‘r’ maiuscola è quella russa. Come mai? Perché ha avuto tanto successo? Questo è uno degli elementi di cui Marcello Flores ha tenuto conto nel suo 1917. La Rivoluzione, un libro breve e intenso, piuttosto impegnativo nella lettura, nonostante lo stile piacevole e scorrevole. Gli eventi del 1917 vengono raccontati all’interno del contesto storico in cui si svolsero: la crisi profonda della società russa all’indomani dall’ingresso in guerra, l’arretratezza che caratterizzava l’economia del paese e il clima generale di richiesta di cambiamento. Le sconfitte e le perdite militari acuirono, quindi, una situazione estremamente delicata. “È quindi nella guerra che cresce la rivoluzione, e quest’ultima è, a tutti gli effetti, la legittima figlia della prima (…). La rivoluzione [di febbraio] (…) è un’esplosione sociale che la guerra ha portato a una rapida ebollizione (…)”. Febbraio rappresenta la rinascita della politica e fino all’Ottobre le soluzioni possibili di organizzazione dello Stato potevano essere diverse. Flores prova ad analizzare, abbandonando i giudizi morali, e individuare i motivi per cui i bolscevichi riuscirono a conquistare il potere. Pur riconoscendo alla componente ideologica un ruolo importante – soprattutto il fatto che avevano “la visione di se stessi come avanguardia cosciente, incarnazione della Storia e del Destino del mondo” – lo storico ritiene che il loro successo fu determinato da un insieme di componenti. Oltre alla ricostruzione dei fatti (in appendice c’è anche un’utile cronologia febbraio-ottobre 1917), i vari capitoli affrontano i diversi aspetti della rivoluzione, dai suoi simboli al suo modo di raccontarsi, dalla conquista del potere al rapporto tra l’Ottobre e il mondo. Dal punto di vista didattico questo libro è sicuramente utile a quanti abbiano voglia di leggere una delle possibili interpretazioni della rivoluzione, equilibrata e convincente; può essere consigliato anche a quegli studenti che vogliono approfondire quest’argomento o che pensano di preparare un percorso interdisciplinare (gli spunti che si trovano in queste pagine sono molti!).
Giulia Pezzella
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