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Signori Di Maremma
Elites etrusche tra Populonia e Vulci
Firenze, Museo Archeologico Nazionale
fino al 30 aprile 2011
 

Splendidi protagonisti di questa mostra fiorentina sono gli Etruschi di Maremma, ricchi abitanti di quel territorio, ora diviso tra Lazio e Toscana, che va da Vulci-Tarquinia, a sud, fino a Populonia, a nord.
La mostra, una “riedizione” arricchita e ampliata dell’esposizione di grande successo allestita a Grosseto nel 2009, intende illustrare attraverso circa duecento reperti di grande bellezza la vita e la morte dei “principi” locali in quella fase storica chiamata “Orientalizzante”, che va dalla fine dell’VIII secolo e gli inizi del VI secolo a.C.

Il termine “Orientalizzante” indica quel periodo di grande splendore per la civiltà etrusca, in cui le principali manifestazioni artistiche furono fortemente caratterizzate da influenze provenienti dal Vicino Oriente. I “responsabili” di questa adesione a modelli orientali furono i principi locali, signori delle varie comunità, che importarono dall’Oriente non solo materiali e oggetti, ma anche tipologie architettoniche, manifestazioni del potere, riti funerari ed esibizioni del loro rango e della loro ricchezza. La ricchezza di questi potenti signori derivava innanzitutto dal commercio dei minerali e dei metalli estratti dalle miniere dell’isola d’Elba, proprio davanti a Populonia, e della costa intorno a questa città, la zone delle Colline Metallifere.
E poi ancora dalla produzione e commercio di prodotti agricoli, in particolare del vino, ma anche dall’allevamento, dalla pesca, dalla produzione di sale. Gli Etruschi importarono dall’Oriente oggetti preziosi, di lusso, in materiali rari e pregiati, ospitarono nelle loro città artigiani e maestranze di quelle terre e produssero a loro volta manufatti ispirati ai modelli stranieri.

In mostra è esposta una scelta di alcuni di questi materiali provenienti dalle città di Populonia, Vetulonia, e dai centri di Marsiliana sul fiume Albenga e Magliano, Poggio Buco-Pitigliano e Casale Marittimo (tutti in provincia di Grosseto) e Vulci. Il percorso di visita si articola su due livelli. Al primo si ammirano alcuni dei corredi funerari più importanti del periodo. Così, ad esempio, quello proveniente dalla Tomba dei Flabelli di Populonia, in cui spicca il flabello in bronzo laminato, un ventaglio da parata di particolare eleganza: frequente nelle rappresentazioni del sovrano assiro a banchetto, il flabello è in questo caso ornato nel disco centrale da una scena di offerta con due personaggi.

Di Vetulonia sono in mostra gli oggetti di corredo trovati nella Tomba detta del Duce e in quella detta del Littore. Tra i primi spicca la grande urna cineraria in lamina di argento (42x63x37 cm), ornata a sbalzo, in grandi frammenti: vi si riconoscono animali reali e fantastici in file delimitate da archi intrecciati e sormontati da palmette.
Dal Circolo degli Avori di Marsiliana d’Albenga provengono altri oggetti bellissimi e celebri. Spicca la tavoletta scrittoria in avorio (5,1x8,5 cm), che porta incisa lungo il margine superiore una serie alfabetica di 26 lettere sinistrorse. La tavoletta era utilizzata per scrivere usando la cera spalmata e le lettere incise dovevano servire come sorta di promemoria a chi la utilizzava. Faceva parte di un “servizio di scrittura” con uno stilo di bronzo con manico di avorio e due spatole di avorio per stendere la cera.

Al secondo livello tra gli oggetti etruschi sono esposti anche opere della pittrice fiorentina Anna di Volo. Qui si possono ammirare alcuni esempi della statuaria etrusca delle origine, come la coppia da Casale Marittimo, Pisa: due figure, entrambe probabilmente maschili, di grandi dimensioni, realizzate in calcare giallognolo e rinvenute nella necropoli di Casa Nocera. Suoni, musiche, immagini a colori accompagnano il visitatore nel suo percorso di scoperta di questa fase affascinante della civiltà etrusca.

Alessandra Caravale

Info:
Firenze, Museo Archeologico Nazionale, piazza Santissima Annunziata
Orari: dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00; sabato e domenica dalle 8.30 alle 14.00. 
Ingressi: 4,00 euro
Contatti: tel. 05523575; 
sba-tos.museofirenze@beniculturali.it
www.firenzemusei.it

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