Ritratti. Le tante facce del potere
Roma, Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli - Palazzo dei Conservatori
fino al 25 settembre 2011
Il ciclo di mostre dedicato a I giorni di Roma prosegue con questa interessante esposizione, che offre al visitatore l’occasione di analizzare da vicino la ritrattistica romana. Oltre 150 opere tra teste, busti e statue a figura intera provenienti dai maggiori musei europei permettono di conoscere quali furono le origini del ritratto nel mondo romano e quali i modi di rappresentazione dall’età repubblicana al periodo tardo antico.
Ranuccio Bianchi Bandinelli a proposito della ritrattistica romana scriveva che il ritratto aveva “un’importanza innanzitutto politica e di casta, ben prima e piuttosto che artistica”. Esso divenne infatti, a partire dalla tarda repubblica, uno dei mezzi espressivi privilegiati per comunicare un messaggio di auto-rappresentazione e uno dei mezzi che, nel caso degli imperatori, era in grado di trasmettere messaggi che cambiavano a seconda delle differenti concezioni del potere.
Le opere sono organizzate in sei sezioni.
La prima sezione (Dalla maschera al ritratto) ripercorre le fasi delle origini della ritrattistica: i calchi in materiali deperibili che venivano realizzati sul volto dei defunti o di personaggi viventi e che portarono allo sviluppo delle prime elaborazioni ritrattistiche. Molto interessante a questo proposito è la testimonianza dello storico Polibio (Storie, VI, 53). Egli racconta, infatti, il rituale funebre tipico del patriziato romano, dicendo che “dopo la ludatio funebris il morto si seppellisce con gli usuali riti funebri e la sua immagine, chiusa in un reliquario di legno, viene portata nel luogo più visibile della casa. L’immagine è una maschera di cera che raffigura con notevole fedeltà la fisionomia e il colorito del defunto. In occasione di pubblici sacrifici si espongono queste immagini e vengono onorate con ogni cura; e quando muore qualche illustre parente si portano in processione nei funerali, applicandole a persone che sembrano maggiormente somiglianti”.
Nella successiva sezione Egitto, Grecia, Roma l’attenzione è invece indirizzata ai due differenti modi di rappresentazione nel ritratto: quella a carattere ideale, in cui i tratti del volto erano migliorati secondo i canoni di bellezza vigenti, e quella realistica, che, al contrario, rappresentava i lineamenti più caratteristici dell’individuo.
Principi e uomini come dei illustra come l’immagine dell’imperatore venne assimilata a quella degli dei, mentre Lo schema delle immagini fa vedere i modelli statuari utilizzati.
Ne Il volto dei potenti si trovano i volti dei principali personaggi della storia romana, mentre l’ultima parte Le acconciature femminili offre al visitatore la possibilità di ammirare le diverse mode e i cambiamenti di gusto della sfera femminile.
La mostra è curata da Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce.
Info:
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00
Ingressi: intero 12 euro; ridotto 10 euro; ridottissimo 2 euro
Informazioni e prenotazioni: tel. 06068
www.museicapitolini.org/
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