L'opera di Gabriele D’Annunzio, Joris-Karl Huysmans e Oscar Wilde.
Il Decadentismo si ramifica in direzioni diverse sin dal suo primo apparire; una di queste direzioni, quella che va sotto il nome di ‘Estetismo’ si manifesta soprattutto nella produzione in prosa di tre romanzieri europei, di nazionalità e spessore culturale diversi, accomunati da tematiche e modalità stilistiche ed espressive: Gabriele D’Annunzio, Joris-Karl Huysmans e Oscar Wilde. Sembra opportuno fare un confronto tra i tre autori, dal momento che, sin dall’Illuminismo, e tanto più nel corso del XIX secolo, i legami tra artisti europei diventano sempre più significativi e considerando che i tre autori in questione sono stati, ciascuno per il proprio paese, oltre che scrittori anche simboli di un’intera epoca.
Lo sviluppo della cultura europea della seconda metà dell’Ottocento / La situazione socio-politica di Francia, Inghilterra e Italia tra fine Ottocento e primo Novecento.
Il termine ‘decadentismo’, fu usato inizialmente in modo polemico e fortemente negativo dalla critica, che voleva sottolineare la crisi rappresentata dagli artisti della Parigi di fine secolo. Lo stesso termine venne, al contrario, assunto con orgoglio dai protagonisti del periodo letterario corrispondente all’ultimo ventennio del XIX secolo, che contrapponevano proprio un senso di decadenza, quasi languida e compiaciuta, al Positivismo e al suo ottimismo scientista privo di dubbi.
Proprio “Le Decadent” sarà il titolo di una rivista attorno alla quale si raccoglieranno in quegli anni gli artisti ‘decadenti’ che, appunto, radicalmente contrari al Positivismo e ai suoi esiti letterari e artistici, proponevano una rivalutazione del sentimento e della sensibilità irrazionale, producono una letteratura fortemente soggettiva, in aperta o latente polemica con il periodo precedente.
Di fatto il confine, se non ideologico quanto meno cronologico, tra Positivismo e Decadentismo non è sempre nettissimo. Basti pensare che quasi contemporaneamente (1856-1857) e nella stessa città (Parigi) vengono pubblicati i due libri che possono essere considerati come iniziatori dei due movimenti; rispettivamente Madame Bovary di Gustave Flaubert, e Le fleurs du mal di Charles Baudelaire. A conferma di ciò, proprio J. K. Huysmans, autore del primo dei tre romanzi dell’Estetismo, partecipa con il racconto Sac au dos al volume collettivo Les soirées de Médan, pubblicato a Parigi nel 1880, una sorta di manifesto del Naturalismo, fortemente voluto da Zola, cui collaborarono tra gli altri, ciascuno con una novella ispirata alla guerra franco-prussiana del 1870-71, lo stesso Zola e Guy de Maupassant (Boule de suif). Sempre Huysmans solo quattro anni dopo pubblica À rebours primo dei tre romanzi-chiave del Decadentismo estetizzante con Il piacere di Gabriele D’Annunzio del 1889 e The picture of Dorian Gray (trad. it. Il ritratto di Dorian Gray) di Oscar Wilde del 1890.
I protagonisti dei tre romanzi sono fratelli letterari; Des Esseintes, Andrea Sperelli e Dorian Gray sono esteti, impegnati nella produzione o nel godimento dell’arte, della bellezza, della cultura. Consapevoli della crisi del loro tempo, sanno di poter aspirare a nulla di più del godimento estetico. Amano il lusso e fanno dell’estetica e della bellezza, nutrita di eleganza, lusso, magnificenza, un valore assoluto.
Qui di seguito sono riportati tre brani tratti dai tre romanzi, che mettono in luce rispettivamente l’importanza dell’aspetto estetico del protagonista, unito naturalmente alla giovinezza; l’importanza della cultura e dell’arte come tratti connotativi non solo del singolo, ma di tutta la sua stirpe; l’importanza della bellezza dei luoghi e degli oggetti di cui i tre protagonisti amano circondarsi.
Tutti i brani potrebbero in linea teorica appartenere ugualmente a ciascuno dei tre romanzi!
“L’aveva appena preso in mano che di mano lo specchio gli sfuggì. Vi si era riconosciuto a stento: aveva il viso terreo, le labbra enfiate e secche, la lingua cresposa, la pelle arrugata; i capelli e la barba […] rendevano anche più impressionanti, in quel cranio di scheletro, l’incavarsi del viso e gli occhi ingranditi brucianti di febbre. Più della prostrazione che avvertiva, più dei vomiti incoercibili per quali restituiva checché tentasse d’inghiottire, più del marasma in cui si sentiva affondare, quel mutamento d’aspetto lo allarmò. Si credette perduto”.
“Egli era per così dire tutto impregnato d’arte […]. Dal padre appunto ebbe il culto delle cose d’arte, il culto spassionato della bellezza, il paradossale disprezzo de' pregiudizi, l'avidità del piacere. […] fin dal principio egli fu prodigo di sé; poiché la grande forza sensitiva, ond’egli era dotato, non si stancava mai di fornire tesori alle sue prodigalità. Ma l’espansione di quella forza era la distruzione di un’altra forza, della forza morale che il padre stesso non aveva ritegno a reprimere. [...] Il padre gli aveva dato, tra le altre, questa massima fondamentale: bisogna fare la propria vita come un’opera d’arte. Bisogna che la vita d'un uomo d’intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui”.
“Lo studio era saturo di un intenso odore di rose, e mentre la brezza estiva attraversava gli alberi del giardino, dalla porta socchiusa penetrava il forte profumo del glicine e la fragranza delicata del biancospino. Da un angolo del divano, Lord Henry Wotton giaceva disteso tra i cuscini persiani e, fumando come sempre una sigaretta dopo l'altra, poteva scorgere a mala pena lo splendore dei fiori di citiso, simili al miele per dolcezza e colore. I gracili ramoscelli sembravano quasi non farcela a reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le furtive ombre degli uccelli in volo comparendo di quando in quando tra le lunghe cortine di seta cruda, stese davanti all'ampia finestra, producevano un istantaneo effetto simil giapponese e richiamavano alla mente quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegano come strumento un'arte necessariamente statica, tentando di darci il senso della velocità e del moto”.
COMPETENZE LESSICALI
1. Individua, nel seguente brano, i termini riferiti all’ambito semantico della bellezza e del lusso:
“Quando la giovinezza se ne sarà andata, la sua bellezza la seguirà e improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei, oppure dovrà accontentarsi di quei mediocri trionfi che il ricordo del passato renderà più amari di sconfitte. Ogni mese che passa la avvicina a qualcosa di tremendo. Il tempo è geloso di lei e combatte contro i suoi gigli e le sue rose. Il suo colorito si spegnerà, le guance si incaveranno, gli occhi perderanno luminosità. Soffrirà, orrendamente... Ah! Approfitti della giovinezza finché la possiede. Non sprechi l'oro dei suoi giorni ascoltando gente noiosa, cercando di migliorare un fallimento senza speranza o gettando la sua vita agli ignoranti, alla gente mediocre, ai malvagi. Questi sono gli obbiettivi malsani, i falsi ideali della nostra società. Deve vivere! Vivere la sua vita meravigliosa che è in lei! Non lasci perdere nulla! Cerchi sempre sensazioni nuove. Non abbia paura di nulla.”
2. Nel seguente brano del Piacere, l’incipit, sono stati cancellati tutti gli aggettivi e gli avverbi. Inseriscili, cercando di mantenere lo stile e l’atmosfera del romanzo, per quanto lo conosci.
“L'anno moriva, assai _______________. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor _______, _____________, _____, quasi ___________, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano ________ come nelle domeniche di maggio. Su la Piazza Barberini, su la Piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorìo _______ e ________, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, _________.”
COMPRENSIONE DEL TESTO
3. Dopo un primo ascolto del brano proposto qui di seguito http://youtu.be/SFUC2fSNjgo che racconta un incontro tra Andrea Sperelli ed Elena Muti, scrivi un ritratto di lei e descrivi il rapporto che si manifesta tra i due.
4. Ora ascolta di nuovo e rispondi alle domande:
a. di che tipo è il narratore?
b. di che tipo sono le sequenze più numerose: descrittive, dialogiche, riflessive?
c. qual è l’atteggiamento di Elena al suo arrivo in casa di Andrea?
d. quale lo stato d’animo di Andrea durante l’incontro?
e. perché lei aspetta che l’acqua si riscaldi in silenzio?
f. cosa pensa Andrea, mentre guarda Elena pensierosa?
g. Andrea riconosce in Elena, in questo incontro, la donna amata e posseduta nel passato?
h. perché Andrea si inginocchia di fronte a Elena e la ringrazia in modo così plateale della tazza di tè?
i. quali sono i motivi per cui Andrea è triste?
l. quali reazioni suscitano in Elena le parole di Andrea?
m. come finisce questo brano?
Ti aiuta a studiare e ti conduce velocemente al tuo obiettivo!
Puoi entrare in qualsiasi momento e ovunque tu sia,
utilizzando i nostri materiali didattici e contattando i
nostri docenti per seguire le Short Lesson o
per accedere alle Ripetizioni on-line.
Entra subito
La cultura in Rete secondo Treccani.
