Una lezione sulle potenze che si sviluppa intorno a una serie di quesiti estrapolati da test Invalsi, prove di Esame di Stato, test di ammissione alle Università.
La ricerca pedagogica degli ultimi 30-40 anni ha mostrato che si apprende facendo: maturando delle esperienze, imparando a usare degli strumenti, migliorando le proprie competenze. Inoltre l'esperienza didattica insegna quanto possa essere utile favorire l'apprendistato cognitivo degli studenti, grazie al quale l'assimilazione dei contenuti avviene in interazione, facendo leva su strumenti quotidiani (o tangibili), immersi nel contesto, tramite attività significative, per mezzo di una visibilità sociale che implica un rafforzamento dell’identità. Tutto ciò in netta contrapposizione a una didattica “tradizionale” in cui si impara invece singolarmente, con strumenti appositi, stando fermi, con motivazioni tutte da fondare.
Questa lezione sulle potenze si sviluppa intorno a una serie di quesiti estrapolati da test Invalsi, prove di Esame di Stato, test di ammissione alle Università. Da questo confronto lo studente si sente più responsabilizzato e vede queste prove sempre più come un'applicazione di quanto ha appreso negli anni. Si possono inoltre sviluppare interessanti discussioni sugli errori più frequenti.
È preferibile proporre le attività in due lezioni, la prima di due ore consecutive, utilizzando gli allegati come strumento per una lezione collaborativa e di applicazione delle conoscenze. L’attività richiede di utilizzare una presentazione Power point per proporre alla classe una batteria di 11 quesiti a risposta chiusa o aperta tra quelli proposti in prove o Esami pubblici negli ultimi anni sull’argomento “potenze”. Dopo ogni test, si riporta un breve commento sul quesito e, nei casi più significativi, una breve discussione degli errori più frequenti. Viene anche proposta una versione in formato testuale degli stessi quesiti per poterli utilizzare come strumento di verifiche formative, diagnostiche o sommative. È consigliabile organizzare le attività in laboratorio di informatica o in un’aula dotata di LIM, tuttavia il contenuto della lezione potrebbe anche essere proposto anche con i tradizionali lavagna e gesso o con delle semplici fotocopie. Ogni insegnante saprà poi come adattare i materiali proposti alla propria classe, per organizzare una lezione ‘su misura’.
- Si consiglia di non far utilizzare la calcolatrice per i pochi calcoli richiesti in quanto ne risulta proibito l'uso durante le prove prese in esame.
- Le attività proposte sono efficaci soprattutto con classi che risultano in genere poco partecipi alla lezione frontale: il confrontarsi, da parte degli studenti, con prove valutative particolarmente significative e in una dimensione sociale (in contrasto con una visione individualistica di un soggetto che apprende indipendentemente dalla presenza degli altri) facilita tanto la motivazione che il processo di insegnamento/apprendimento basato sull’apprendistato cognitivo.
- Le attività prevedono sia il lavoro individuale ma anche tramite la suddivisone degli studenti in gruppi di lavoro.
- Il recupero per gli studenti assenti può essere effettuato incoraggiandoli a utilizzare a casa i file proposti in aula.
| Autore | Titolo | Edizione |
|---|---|---|
| Bolondi Giorgio | Prove INVALSI e apprendimento | Linx Magazine, 11 2012 |
| Palmonari Augusto | Gli adolescenti | Il Mulino, 2001 |
| Parisi Domenico | Imparare dalle parole o imparare dalla realtà | in Apprendimento e nuove strategie educative, Unicopli 2000 |
| Visalberghi Aldo | Pedagogia e scienze dell’educazione | Oscar Mondadori 1978 |
Si propone che alla fine della lezione (o in una lezione successiva), venga somministrato un questionario che prende spunto dai quesiti proposti al fine di valutarne (in modo diagnostico o sommativo) la ricaduta sotto il profilo degli apprendimenti.
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