caratteristiche generali
Le carte geologiche danno evidenza alla geologia di un territorio, illustrando in estrema sintesi la sostanza di cui questo è fatto. Esse vengono costruite sulla base delle carte topografiche che descrivono invece la sua forma (presenza di colline, dossi, vallate..). Leggere una carta geologica non è facile: bisogna conoscere almeno un poco la geologia e la geomorfologia, oltre a saper decifrare la simbologia in esse utilizzata, avere l’occhio esercitato a cogliere la profondità e l’inclinazione degli strati rocciosi, sapersi orientare sul terreno e sulla carta. Tuttavia il livello di cultura si misura ormai anche dalla capacità di leggere i linguaggi cartografici un tempo riservati agli esperti. Così è stato per le carte stradali poi, col diffondersi dell’ interesse per l’ambiente ed il territorio, per le carte topografiche ed oggi per le carte geologiche, strumenti preziosi di conoscenza e previsione.
Le carte geologiche
Date le dimensioni e la forma ellissoidale della Terra è impossibile una sua rappresentazione esatta mediante disegno. Dalla necessità di superare questo problema è nata la cartografia, scienza della costruzione delle carte geografiche definite come rappresentazioni approssimate, ridotte (la riduzione è espressa dalla scala) e simboliche di una parte o di tutta la superficie terrestre. Esistono carte geografiche generali che presentano aspetti fisici del territorio e carte geografiche tematiche che, su una base locale, regionale o più vasta, evidenziano un aspetto particolare della zona prescelta : climatico, storico, politico, economico, agricolo o altro ancora. Tra le carte tematiche, quelle geologiche rappresentano le diversità costituzionali, strutturali e temporali di un dato territorio e riuscire almeno a scorrere una carta geologica è un ottimo modo per cominciare a conoscere intimamente una regione, oltre che imparare le basi della geologia e della geomorfologia. I dati con cui si costruisce una carta geologica – lavoro lungo e complesso - derivano da un rilevamento sul terreno basato su un gran numero di osservazioni e misurazioni, integrate da analisi di laboratorio e dallo studio accurato degli strati rocciosi.
Dopo il rilievo geologico, tutti i dati raccolti, insieme ad altri elementi geologici significativi (sorgenti, cave, miniere, depositi fossiliferi…), vengono riportati su una carta topografica (carta di base) con l’ausilio di particolari elementi grafici (simboli, colori, segni convenzionali). La scala scelta dipende sia dal dettaglio del rilievo geologico che dallo scopo della carta (scientifico, per escursionismo, uso delle risorse). Vengono poi costruite le sezioni geologiche che illustrano l’andamento dei corpi rocciosi in profondità e allestiti schemi stratigrafici e tettonici, insieme a grafici, profili e a diverse note esplicative. Qualunque territorio , ma soprattutto quello montuoso, è il risultato di tre tappe evolutive: “ Ogni tappa ha generato un proprio insieme di effetti e tutti, nel tempo, si sono sovrapposti sul medesimo, enorme volume roccioso .
Gli effetti iniziali, leggibili negli immensi archivi di pietra, sono quelli relativi al
SI FORMA (l’accumulo e la costruzione fisica dei livelli sedimentari e/o vulcanici); in seguito ad essi si sono sovrapposti, senza cancellare i precedenti!, quelli riferibili al
SI DEFORMA (le distorsioni e rotture dovute ai movimenti crostali). Infine il tutto è stato scolpito e cesellato da quelli attribuibili al
SI MODELLA (i risultati delle erosioni e alterazioni chimico-fisiche operate da acque, ghiacci e altri agenti esogeni.
Fig.1
Le informazioni contenute in una carta geologica
Le informazioni che fornisce una carta geologica sono fondamentalmente di tre tipi :
I dati areali che sono le zone colorate della carta che, con l’aiuto della legenda, ci informano quando il tipo di roccia cambia e, con esso, i suoi caratteri. Una breve digressione. Nelle carte geologiche le aree a colori vivi si alternano o sono interrotte da zone con colori chiarissimi e dai contorni molto irregolari. Queste ultime sono le cosiddette ‘coperture’. Sono i depositi recenti che, per l’appunto, coprono le rocce del substrato. Depositi che, a seconda dei casi, possono essere i detriti accumulati alla base delle pareti rocciose fratturate, le ghiaie e sabbie depositate dai torrenti lungo i fondovalle o i residui della coltre morenica abbandonata durante l’ultima glaciazione.
I dati lineari che racchiudono almeno due grandi tipi di informazione: a) i limiti originari (detti stratigrafici) tra pacchi di rocce diversi che in carta sono segnati con colore differente; b) le faglie, date da superfici di rottura del volume roccioso con spostamento reciproco dei due lembi. A questi due insiemi di dati si aggiungono inoltre le informazioni sulle grandi pieghe, non trattate in questa sede. Le linee disegnate in carta sono in realtà dei piani. Hanno origine varia (stratigrafica - SI FORMA o tettonica - SI DEFORMA) e ‘sbucano’ in superficie dalle profondità dell’ammasso roccioso. Dunque, ogni linea non è altro che l’intersezione di un piano geologico con la superficie del terreno. Il risultato dell’intersezione può produrre linee con andamenti regolari o… molto complicati!
I dati puntiformi raggruppano tanto le informazioni sulle stratificazioni - i cosiddetti assetti o giaciture - quanto quelle sulle piccole pieghe. I rispettivi simboli sono in grado di visualizzare con semplici artifici grafici le relative orientazioni e inclinazioni misurate sul territorio. In poche parole, ‘leggendo’ un settore qualsiasi di una carta geologica non solo veniamo a conoscenza del tipo di rocce che vi affiora, della loro età, dell’ambiente in cui si sono formate, ma anche di come quegli stessi strati sono stati variamente inclinati o deformati dalle spinte o dalle trazioni crostali.”
Fig.2 Una carta geologica con i dati in essa contenuti.
Fondamentale per la lettura e comprensione della carta è la legenda dove si trovano le informazioni inerenti alla genesi e successione degli strati, quelle relative agli effetti delle deformazioni (pieghe, fratture,faglie) che hanno scomposto e rimescolato l’ordine iniziale del volume roccioso e i risultati morfologici del modellamento.
Fig.3 Esempio di una carta geologica con le sue ripartizioni (legenda,sezione geologica, schema tettonico, schema stratigrafico, ubicazione del foglio nella carta geologica d’Italia)
Nelle fig.4,5,6 da sinistra, schema stratigrafico, schema tettonico e sezioni geologiche in una carta geologica