Le filosofie della differenza sessuale 3. Adriana Cavarero

Se il pensiero è sessuato, costruire il linguaggio della differenza sessuale equivale a costruire una logica duale che vada oltre la logica monistica che, per tutta la storia del pensiero umano di cui la filosofia è stata la codificazione, ha assimilato l’altra all’uno ovvero il femminile al maschile, misconoscendo il duale originario. Da qui le riflessioni su narrazione e filosofia e su un sé esposto e relazionale che avvicina Cavarero anche a Braidotti.

RIFERIMENTI DIDATTICI

Sollecitate dalle riflessioni, tra le altre, di Virginia Woolf e Simone De Beauvoir, nonché dei filosofi del poststrutturalismo e del postmodernismo, negli ultimi vent'anni del XX secolo alcune filosofe francesi e italiane si sono sforzate di pensare la differenza sessuale, nella quale il dato biologico e l'ordine simbolico, il corpo e l'immaginario, sono elementi inscindibili. Pensare la differenza a partire da sé fu presupposto per sapere che l'essere è sessuato e che pertanto il soggetto non è assoluto o neutro, che l'ordine simbolico e sociale dominante è storicamente maschile, ma che “la storia non è tutto, benché tutto sia storia”; significò costruire un ordine di sapere mediante pratiche e discorsi di relazione che tenessero conto del fatto che il mondo è abitato da uomini e donne.
Il percorso in quattro lezioni si articola intorno ad altrettante autrici e, in particolare, a due tematiche fondamentali: la critica al patriarcato e la questione del soggetto con le sue implicazioni politiche ed etiche.

1. Luce Irigaray. La natura a due ovvero l'autonomia dello specifico femminile
Attraverso la rilettura dei miti antichi, la filosofa e psicanalista belga riporta alla luce le genealogie femminili cancellate dall'instaurarsi dell'ordine patriarcale e del discorso fallocentrico. Ritrovarle significa riportare al presente e alla pratica la relazione madre-figlia come elemento fondante di un altro ordine simbolico, quello femminile, che porti al dialogo tra le differenze, a partire da quella donna-uomo, e quindi alla convivenza universale.

2. Luisa Muraro. L'ordine simbolico della madre
Nell'ordine simbolico della madre – fondato sul rapporto madre-figlia che il regime patriarcale vuole spezzato e conflittuale – è l'alternativa all'ordine simbolico del padre, espressione della totale autonomia di interpretazione del mondo a partire da sé.

3. Adriana Cavarero. Dalla demistificazione della neutralità del Logos al sé esposto e relazionale
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4. Rosi Braidotti e l'interpretazione del deleuziano “soggetto nomade”
Filosofa e psicanalista, formatasi alla scuola di Michel Foucault e di Gilles Deleuze, Rosi Braidotti elabora, a partire dalla teoria femminista, il concetto di “soggetto nomade” ovvero di un soggetto in divenire e nel contempo incarnato e situato, che attraversi, assumendole, le molteplici differenze e appartenenze soprattutto nell'epoca della globalizzazione.

Prerequisiti

La prima e la seconda lezione sono destinate agli allievi di una terza classe liceale e condotte assieme ai docenti di storia e lettere antiche. La terza e la quarta sono per lo più adatte alle ultime classi laddove, parlando di razionalismo da Cartesio a Hegel, di metafisica e di superamento della metafisica, a partire da Nietzsche, si può fare riferimento alla filosofia della differenza in Lacan, Foucault, Derrida, Deleuze e trattare, quindi, la differenza sessuale. Per la questione della tecnica, presente soprattutto in Braidotti, prerequisito può essere anche la conoscenza del problema da Marx ad Heidegger.

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