di Maurizio Cuccu*
Individuazione del tema e del contesto
Presenta un quadro introduttivo
Esempio:
Dopo gli incidenti all’Università di Roma in occasione del comizio di Luciano Lama, segretario nazionale CGIL, nel marzo 1977, un’assemblea di Comunione e Liberazione all’Università di Bologna venne interrotta da studenti di sinistra; in seguito scoppiarono incidenti e scontri nella zona universitaria. Il rettore chiamò i carabinieri i quali, come spesso era successo in passato, aprirono il fuoco senza necessità: Francesco Lorusso, simpatizzante di Lotta Continua, fu colpito a morte. Ne seguirono scontri furiosi tra giovani e polizia, non solo a Bologna ma in tutte le principali città. A Bologna la situazione divenne così preoccupante che le strade furono pattugliate dai mezzi blindati. La città, orgoglio e gioia dei comunisti, celebrata dappertutto come una delle meglio amministrate d’Europa, era improvvisamente diventata un campo di battaglia.
Nel settembre del 1977 fu organizzato a Bologna un convegno sulla repressione nella società italiana, con un’enfasi particolare sul ruolo svolto dal PCI. Circa 20-25 mila giovani invasero la città per tre giorni. Il PCI bolognese rispose alla sfida con un esempio mirabile di ‘tolleranza repressiva’: cibo, alloggi, spazi di incontro, la piazza principale della città furono resi disponibili dalla giunta comunale, ben consapevole del fatto che sarebbe stata comunque posta sul banco degli accusati. Il convegno si rivelò un fiasco e la manifestazione finale si svolse fortunatamente senza incidenti.
Focalizzazione sul fenomeno/evento storico
Illustra i caratteri generali del movimento ‘77
Di che cosa si tratta ?
Esempio:
Di un movimento che si propone come antagonistico sul piano sociale.
Per movimento sociale di tipo antagonistico si intende un movimento che miri alla costruzione di un contropotere e che si identifichi come radicalmente in opposizione con il sistema politico sociale e culturale esistente.
Sull’antagonismo sociale influenza del pensiero sociologico francese Deleuze e Guattari (e Foucault) in primis e italiano (Toni Negri e in generale le tesi dell’Autonomia operaia).
Contestualizzazione
Illustra, a partire dalla situazione mondiale le correlazioni fra le diverse scale (mondiale, europea, italiana)
Esempio:
Parti da una sintesi
1977: presidenza Carter e firma dei SALT II.
La fine del ciclo espansivo; lo shock della crisi petrolifera; l’instabilità monetaria. La nuova dottrina USA in politica estera: la redistribuzione secondo i gradi di interdipendenza nel Trilatero USA Europa occidentale Giappone, alleggerendo i costi degli armamenti.
Situazione europea.
Turbamento dei rapporti interalleati a causa dell’appoggio USA agli israeliani con conseguente crisi petrolifera e conseguente paralisi dell’economia continentale.
Il contesto italiano.
Dal 1973 i paesi a capitalismo avanzato vennero investiti da una grave crisi economica.
Illustra la diffusione e la profondità della crisi post-petrolifera e le sue origini:
Il segretario del PCI Berlinguer lanciò l’idea del compromesso storico, cioè di una grande alleanza strategica fra i tre maggiori partiti italiani DC PCI e PSI.
Una scossa venne dalle elezioni politiche del 1975 e da quelle amministrative del ’76, dove il PCI che aveva accentuato il suo distacco dall’URSS guadagnò più ampi consensi politici, evidente risultato dei movimenti di protesta che in vario modo avevano attraversato la società italiana.
Due ipotesi:
Questa fu la scelta del PCI: governi di solidarietà nazionale (austerità e compromesso storico).
Aumenta la distanza fra PCI/PSI e movimenti giovanili e gli strati disorganizzati.
Illustra Le conseguenze sul piano politico:
Tematizzazione
Nell’interpretazione più diffusa il quadro italiano si presenta così:
Qui puoi illustrare, se lo ritieni opportuno, i diversi e articolati rapporti fra il movimento del ‘77 e gli altri soggetti organizzati. E analizzare le componenti del movimento.
Esempio:
In termini generali è possibile differenziare il movimento del ‘77 in due tendenze, anche se spesso esse si intrecciarono. La prima era spontanea e creativa, sensibile al discorso femminista, ironica e irriverente, incline a creare strutture alternative piuttosto che a sfidare quelle del potere. Gli ‘indiani metropolitani’ con il loro abbigliamento e la loro faccia dipinta simbolo del rifiuto della società industriale ne erano i rappresentanti più vivaci. La seconda tendenza autonoma e militarista intendeva valorizzare la cultura della violenza degli anni precedenti e organizzare i nuovi soggetti sociali per una battaglia contro lo Stati. Questa strategia venne espressamente teorizzate e praticata dai gruppi di autonomia organizzata che comprendevano al proprio interno intellettuali ed ex leader di Potere operaio come Toni Negri e Oreste Scalzone.
La problematizzazione. Diverse tesi storiografiche: documenti e riflessioni sull’interpretazione
Analizza una tesi che interpreti il movimento ’77 come alveo sostanzialmente limitrofo all’area terrorista.
Esempio: Giardina Sabbatucci Vidotto (L’età contemporanea, Laterza , 1993) “(…) A partire dal ’77 il terrorismo trovò ulteriore alimento nell’insorgere di una nuova ondata di contestazione giovanile, quando un nuovo movimento di studenti universitari e medi diede luogo a occupazioni di università e a violenti scontri di piazza, che videro per la prima volta l’uso frequente di armi da fuoco da parte dei dimostranti. L’inevitabile delusione seguita dall’ondata del ’77 si risolse per la maggioranza dei giovani che vi erano stati coinvolti in un ripiegamento alla dimensione del privato; ma per altri significò il passaggio alla militanza terroristica. A partire da questo momento si registrò infatti una brusca impennata del terrorismo di sinistra:
Nel 1978 le Brigate rosse, consapevoli di disporre di una più diffusa rete di consensi misero in atto il loro progetto più ambizioso. Il 16 marzo – giorno stesso della presentazione del monocolore Andreotti in Parlamento con la maggioranza allargata anche al PCI – un commando brigatista rapì Aldo Moro presidente della DC e principale artefice della nuova politica di solidarietà nazionale. Dopo 55 giorni ci fu l’uccisione di Moro”.
Prendi poi in considerazione una tesi diversa
Esempio: P. Ginsborg (Storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, Einaudi, 1996)
“Dopo il fallimento sostanziale del convegno di Bologna (…). Da allora il movimento cominciò a spegnersi rapidamente. L’ala militarista non aveva ottenuto ciò che sperava e la maggior parte del movimento, per quanto disgustata dai governi di solidarietà nazionale, non era pronta a prendere le armi. La maggioranza di questi giovani ingrossò le fila del ‘riflusso’: la grande ritirata nella vita privata, l’abbandono dell’azione collettiva, la penosa resa dei conti con la sconfitta”.
Ginsborg sembra leggere diversamente quindi: il terrorismo trova spazio non nel movimento ma dalla dissoluzione di esso e dal riflusso; un movimento esteso e sorretto da un movimento riformista coerente e determinato avrebbe sbarrato la strada alla deriva terrorista.
Punti di forza e debolezze strutturali delle tesi storiografiche
Se lo ritieni opportuno, dopo aver confrontato due o più interpretazioni, puoi analizzare i relativi punti di forze e di debolezza e svolgere alcune considerazioni sull’ ”uso pubblico” dell’evento: le relazioni con la politica contemporanea e posteriore.
Esempio:
Semplificazione dello scontro e utilizzo ai fini del confronto fra DC e PCI e fra linee diverse di carattere internazionale.
Breve bilancio e prospettive di valutazione
Attualità o meno delle istanze del movimento ‘ 77.
*Docente di materie letterarie nella Scuola superiore a Genova. Membro del direttivo nazionale di Clio'92 e direttore del Centro Multimediale per la Didattica della Storia (CEMDIS). Ha pubblicato saggi di storia moderna e contemporanea e coordina progetti per la didattica della Storia.
Pubblicato il 12/6/2007
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