La terza prova in lingua Inglese

Un'esercitazione in classe per la terza prova di Inglese

di Carla Mummolo*

Acquisire un’adeguata tecnica di scrittura usando il registro formale è alla base del superamento della terza prova scritta in Inglese alla maturità. Quale che sia la tipologia d’esame che ci si trova ad affrontare, un contenuto adeguato espresso in forma scorretta fa perdere “punti” preziosi per il voto finale. Nel redigere la prova lo studente deve tenere conto di questi due aspetti complementari ma inscindibili trovando il perfetto equilibrio fra struttura e contenuto. Il punteggio attribuito alla terza prova è espresso in 15/15. Il punteggio minimo che corrispondente alla sufficienza è di 10/15.

Azioni preliminari
Prima ancora di cominciare a scrivere è bene soffermarsi ad analizzare la traccia con cura perché questa contiene già potenzialmente in sé il nucleo della risposta. Può essere utile sottolineare le parole chiave che serviranno da linee-guida per sviluppare le proprie argomentazioni. È meglio evitare di comporre di getto seguendo il flusso dei propri pensieri, ma piuttosto porsi le cosiddette “wh questions” (who, what, where, when, how, why) la cui risposta genererà automaticamente un buono schema per un’esposizione chiara e sequenziale. Se utile, appuntarsi le risposte in una scaletta scritta che servirà da canovaccio alla composizione.

Organizzazione dei contenuti
Nel caso di tipologia A – trattazione sintetica di un unico argomento la cui lunghezza può variare mediamente fra le 200 e le 250 parole – è auspicabile pianificare il proprio discorso seguendo lo schema classico di introduzione à svolgimento à conclusione.
L’incipit servirà a collocare nel tempo e nello spazio ciò di cui si intende parlare e può anche consistere in una frase a effetto che colpisca l’attenzione del commissario che correggerà la prova.
L’argomento sarà poi sviluppato con dettagli, fatti, date ed esempi in un corpo centrale suddiviso in paragrafi .  È preferibile attenersi ai contenuti e alle nozioni richieste evitando commenti e annotazioni di natura personale, mentre sono da ricercare riferimenti in chiave interdisciplinare individuando nessi con le altre letterature, la storia, l’economia, la filosofia, l’arte, il cinema. Una visione globale rappresenta uno dei requisiti per ottenere un punteggio alto nella prova.  Volendo proprio esprimere un commento personale, lo si può inserire nella conclusione.
Anche se è importante rispettare il numero di righe o parole richieste dalla traccia, attenzione a evitare il rischio di andare fuori tema completando l’eventuale spazio mancante con digressioni e riferimenti a nozioni non espressamente attinenti alla domanda.
Per affrontare meglio i contenuti della terza prova ci si può preparare affiancando allo studio puntuale e specifico dei singoli autori e delle loro opere l’analisi delle grandi tematiche trasversali della letteratura inglese, analizzando gli epocali cambiamenti politici ed economici che ne hanno influenzato la vita e quindi la cultura. Si possono individuare delle aree tematiche, dei percorsi che permettano flessibilità di applicazione, quali per esempio l’analisi della funzione dell’artista e della sua posizione all’interno della comunità; il ruolo della donna come oggetto e soggetto nell’arte e nella letteratura; le fasi esistenziali dell’uomo dal bambino alla morte; l’alienazione e l’altro; arte e bellezza; il tema del viaggio; l’amore; il ribelle; la natura. L’elenco è infinito ed è lo stesso che si può utilizzare anche nella preparazione in letteratura italiana o nelle altre lingue studiate, ottenendo così la visione interdisciplinare che dovrebbe caratterizzare l’esame.
Per affrontare una prova d’esame di tipologia B – risposta sintetica con 80/100 parole a due quesiti formulati in breve o tramite un brano seguito da domande – la lettura della traccia prima di procedere alla formulazione delle risposte deve essere particolarmente attenta. È essenziale comprendere con esattezza ciò che viene richiesto e centrare l’argomento perché in questa tipologia la sintesi, la brevità e la pertinenza alla traccia assumono un grande peso. Si può optare per un’esposizione induttiva, partendo dall’analisi dei fatti per poi procedere a una conclusione di ordine generale, che faccia riferimento, per esempio, alle caratteristiche di un grande movimento letterario.  Al contrario si può adottare un metodo deduttivo, vale a dire partire dagli elementi distintivi comuni a un tema per poi inoltrarsi nelle diversificazioni e negli esempi particolareggiati. La scelta espositiva è di carattere personale. L’introduzione e la collocazione nel tempo e nello spazio del tema affrontato non devono essere più lunghe di una frase per evitare di esaurire lo spazio a disposizione senza essere ancora entrati nel merito della questione, per es. “Lord Byron is one of the major representatives of the second generation of Romantic poets in England”. Si possono omettere le conclusioni a condizione di essere molto chiari e precisi nella trattazione generale.

Il registro formale dell’Inglese
Quale che sia la tipologia da dover affrontare, nel rispondere ai quesiti della terza prova bisogna tenere in debito conto della forma e usare il registro Inglese formale. Molti studenti abituati all’Inglese parlato, allo slang delle canzoni e dei film o alla snellezza espressiva dei nuovi mezzi di comunicazione come sms, mail e chat che incoraggiano l’uso di abbreviazioni e acronimi, hanno la tendenza a trasferire tali modalità espressive a quello che invece è un contesto formale storico-letterario commettendo banali errori che potrebbero facilmente essere evitati. La prima fondamentale regola da seguire nello scrivere la terza prova è di non usare contrazioni quali “doesn’t” o “didn’t”. Bisogna scrivere i numeri a lettere, salvo che non si stia citando una data; è buona regola evitare di iniziare una frase con “but” o con un pronome personale quando non si è già citato l’autore, ritenendo erroneamente che la presenza del suo nome nella traccia ci esimi dal citarlo noi stessi. Attenzione particolare va dedicata ai connettori e ai pronomi relativi che permettono un’articolazione elaborata e non eccessivamente semplicistica del discorso.
Poiché i paragrafi da sviluppare hanno carattere espositivo, si avrà l’opportunità di fare paragoni e contrapposizioni. Particolarmente utili si riveleranno termini come: similarly, another, likewise, as…as, moreover, furthermore, in addition, also, beside, like per i paragoni.
On the other hand, conversely, in contrast, unlike, differently, however, but per le contrapposizioni. La scelta del lessico deve essere accurata nell’evitare parole di uso colloquiale o lo slang, senza però cadere nell’errore di usare parole obsolete, old-fashion.
Il ricorso a vocaboli di una lingua diversa dall’Inglese andrebbe evitato, con l’eccezione di quei termini che sono entrati a far parte del patrimonio linguistico anglosassone. Lo stile deve essere appropriato, vivace, ben bilanciato evitando il ricorso eccessivo ad aggettivi e avverbi. È bene ricordare che anche nel registro formale l’organizzazione della frase inglese è comunque lineare e semplice, evita frasi retoriche, involute, con troppe subordinate. La grafia deve essere chiara e l’impostazione grafica, il layout, ben suddiviso in paragrafi. 
Una rilettura attenta di quanto scritto; il controllo della grafia delle parole, dell’uso corretto delle preposizioni e dei verbi irregolari sono facilitati dalla consultazione del dizionario monolingue che permetterà di ridurre al minimo le sviste nate dall’ansia dell’esame.

*Insegnante di Lingua e civiltà Inglese presso il liceo classico “Dante Alighieri” di Roma. Ha ricoperto l’incarico di formatore e-tutor di docenti immessi in ruolo nella scuola secondaria superiore e nella scuola primaria. Ha collaborato per i periodici “Il Cittadino” e “La Piazza”.

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