1972, Napalm e Vietnam: Kim Phuc

Fotografia scattata da Nick Ut dell’Associated Press in Vietnam l’8 giugno 1972

a cura di Giulia Pezzella

Questa famosissima fotografia – scattata da Nick Ut dell’Associated Press in Vietnam l’8 giugno 1972 – è diventata un simbolo delle atrocità delle guerre del Novecento. La bambina al centro, nuda e in lacrime, è Kim Phuc e aveva nove anni: la sua famiglia era stata distrutta, come tante altre, dal napalm utilizzato in grandi quantità dall’esercito americano. Vagò per tre giorni prima di riuscire a ritrovare la madre, impiegò 14 mesi e 17 operazioni chirurgiche per riprendersi dalle gravi ustioni causate dal napalm. Oggi, dopo aver studiato medicina a Cuba, ha partecipato all’istituzione della Kim Foundation, un centro che aiuta i bambini vittime dei conflitti.

Il contesto: la guerra del Vietnam (1964-1975)
1945-1954: guerra contro i francesi per l’indipendenza.
1954: la Conferenza di Ginevra stabilì la divisione della penisola indocinese in tre stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam. Quest’ultimo venne a sua volta suddiviso in Vietnam del Nord – con capitale Hanoi e venne riconosciuta la Repubblica democratica guidata da Ho Chi-Minh – e Vietnam del Sud – sotto l’influenza americana, con capitale Saigon e governata dal cattolico Ngo Dinh Diem – con l’impegno di far svolgere in breve tempo libere elezioni e riunificare il paese.
1961: Kennedy studia un piano economico, sociale, politico e militare per impedire il “dominio comunista nel Vietnam del Sud”. I “consiglieri militari americani” mandati in Vietnam erano ottocento e questa cifra aumentò vertiginosamente nel giro di pochissimo tempo.
1962: l’intervento americano in Vietnam rimane segreto, da una parte perché contrario agli accordi presi a Ginevra, dall’altra per evitare una reazione dell’opinione pubblica negli Stati Uniti.
1963: Kennedy ritira l’appoggio al governo di Diem, che cercava una possibile soluzione con il Vietam del Nord, e sostiene il colpo di Stato che porta al potere il generale Thieu nel Vietnam del Sud. Il 1° dicembre Diem viene ucciso. Lo scontento, soprattutto nelle campagne dove i vietcong (guerriglieri comunisti, sostenuti dai nordvietnamiti, che avevano costituito il Fronte Nazionale di Liberazione) organizzano azioni di guerriglia. Intanto Kennedy viene assassinato ed è sostituito dal vice presidente Johnson che, come il suo predecessore, è convinto che la guerra in Vietnam si sarebbe risolta nel giro di quaranta giorni.
1964: aumentano i contingenti aerei e navali americani in territorio vietnamita. All’inizio di agosto c’è il famoso ‘incidente’ nel golfo del Tonchino che ha avuto una duplice versione: i nordvietnamiti denunciano un attacco americano, mentre gli americani sostengono di essere stati attaccati senza motivo dai nordvietnamiti. Il Senato americano autorizza il presidente Johnson a intervenire con un grande dispiegamento di forze militari.
1965: il conflitto diventa più duro. L’Italia e, in particolare, la Francia cercano di convincere gli USA a cambiare atteggiamento. Il presidente americano Johnson, invece, decide di iniziare alcune incursioni anche nel Vietnam del Nord e le maggiori città vennero bombardate. L’intensificarsi della guerra e l’apertura di nuovi fronti non piegano le forze guerrigliere, sostenute – oltre che dal Vietnam del Nord – dall’URSS e dalla Cina.
1966: appello di Papa Paolo VI affinché si ponga fine al conflitto in Vietnam salvaguardando l’indipendenza del paese. Gli americani fanno una spettacolare invasione del Vietnam con elicotteri e uomini, senza ottenere il risultato desiderato. I moniti cinesi agli Stati Uniti riempiono le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Intanto negli USA sempre maggiore è la necessità di cercare nuove reclute e il movimento pacifista diventa sempre più numeroso.
1967: il contingente militare americano supera il mezzo milione di unità. La guerra continua a distruggere uomini e cose. Iniziano le grandi manifestazioni pacifiste in America e in Europa.
1968: Esplode il movimento studentesco. Fine gennaio: offensiva (nordvietnamita) del Têt. Marzo: massacro di My Lai. Il movimento pacifista, nato negli Stati Uniti e poi diffusosi in Europa, è diventato imponente e ovunque si chiede la fine del conflitto vietnamita, da Tokio a Roma passando per New York. Intanto gli americani subiscono una delle loro prime grandi sconfitte. Il 5 novembre viene eletto Nixon.
1969: la denuncia degli orrori della guerra è sempre più ferma e arriva dagli stessi americani (la rivista «Life» pubblica un famoso servizio). Intanto, mentre vengono avviate le trattative di pace a Parigi, il nuovo presidente Richard Nixon, respinte le proposte dei comandi militari per un ulteriore aumento del contingente USA (già più di un terzo di tutte le forze americane di terra e di mare), annuncia l'inizio del disimpegno americano (la cosiddetta vietnamizzazione). A novembre muore Ho Chi-Minh, simbolo dell’indipendenza vietnamita.
1969-1970: da una parte l’aumento notevole del numero di vittime civili, dall’altra la politica reazionaria di Thieu aiutavano il diffondersi del movimento di indipendenza anche tra le popolazioni contadine.
1970-1972: l’aumento delle forze del Sud spinge il presidente americano Nixon a ridurre le truppe di terra per incrementare quelle aeree e marine; inoltre per tagliare le vie di rifornimento anche il Laos e la Cambogia vengono coinvolte nel conflitto.
1972: i vietcong conquistano la provincia del Quang Tri.
1973: gli americani sono costretti alla pace e il regime dittatoriale del Sud viene abbandonato a se stesso. Pace di Parigi: realizzata grazie a un precedente avvicinamento tra USA, URSS e Cina, prevedeva la sospensione degli aiuti militari americani a Saigon, la formazione di un governo democratico-parlamentare e il mantenimento della divisione territoriale del Vietnam.
1974-1975: nonostante fosse stata firmata la pace di Parigi, le truppe americane non si ritirano e il conflitto continua con scontri sanguinosi e moltissime vittime.
1975: i vietcong riescono a entrare e a conquistare Saigon. Il 30 aprile – subito dopo l’annuncio americano del ritiro dei funzionari e delle truppe – i sudvietnamiti si arrendono alle truppe del Fnl.
1976: il 2 luglio il Vietnam del Nord e quello del Sud formano un unico Stato con capitale ad Hanoi e Saigon viene ribattezzata Città di Ho Chi-Minh: la Repubblica Socialista del Vietnam.

I numeri della guerra del Vietnam
7.300.000: sono, secondo le stime americane, il numero di morti e feriti in totale. Sul Vietnam sono stati tirati più esplosivi di quelli usati su tutti i fronti durante la Seconda guerra mondiale, oltre un’enorme quantità di defolianti chimici (come il napalm).
4.000.000: sono, secondo il governo vietnamita, i civili morti durante il conflitto.
1.000.000: (poco più) sono i combattenti vietnamiti i morti. Il governo vietnamita non ha quantificato
i feriti.
3.000.000: sono i soldati americani che si sono alternati in Vietnam.
50 minuti: è la durata del bombardamento americano a tappeto sulle città di Hanoi e Haiphong
40: sono i giorni che, secondo gli americani all’inizio del conflitto, sarebbe durata la guerra.
2.376: sono i giorni di guerra combattuti dagli Stati Uniti. È stata la guerra più lunga che abbiano combattuto.
200.000 (circa): sono i morti e i feriti americani.
1a: è stata la prima guerra che gli USA hanno perso.

UN LIBRO

CORSI ESTIVI