1989, la caduta del muro di Berlino

Era il 9 novembre 1989 e alla Porta di Brandeburgo, luogo simbolo di Berlino, la popolazione festeggiava la caduta del muro che teneva divisa la città in due.

a cura di Vincenzo Guanci

Questa è una delle immagini di quell’evento emblematico che ha segnato la storia non solo della Germania, ma anche dell’Europa e del mondo. Era il 9 novembre 1989 e alla Porta di Brandeburgo, luogo simbolo di Berlino, la popolazione festeggiava la caduta del muro che teneva divisa la città in due.


Il contesto: Il muro di Berlino

1949-1961: con la fine della II Guerra mondiale la Germania viene divisa in due, la Germania Ovest (Repubblica Federale Tedesca) alleata agli Stati Uniti d’America e la Germania Est (Repubblica Democratica Tedesca) alleata all’Unione Sovietica.
La capitale, Berlino, fa parte del territorio della Germania Est, ma mezza città viene assegnata nell’immediato dopoguerra agli Stati Uniti e ai suoi alleati, Francia e Inghilterra. Da allora la città resterà divisa in due da una frontiera che attraversa le strade cittadine, con soldati da una parte e dell’altra a impedire il passaggio dei berlinesi da una metà all’altra della città, ma nonostante i rigidi controlli i passaggi di popolazione da Berlino Est a Berlino Ovest sono numerosissimi.

1961: con l’accordo (anzi, probabilmente in base a una direttiva) dei sovietici, il governo della Repubblica Democratica Tedesca fa erigere lungo la linea di frontiera un muro che impedisce qualsiasi passaggio.

1961-1989: il muro diventa nell’immaginario popolare il simbolo della Guerra fredda e della contrapposizione dei blocchi Est-Ovest.
Le cronache, che raccontano di persone uccise mentre tentano di scavalcare il muro, alimentano tale contrapposizione.

1985: sale al potere in URSS Michail Gorbacev, che tenterà in pochi anni una riforma radicale del sistema istituzionale e politico comunista dall’interno e sancirà la fine della Guerra fredda con gli Stati Uniti e i governi occidentali.

1989: le riforme di Gorbacev, che introducono forme di democrazia in sistemi dittatoriali, portano in pochi anni alla destabilizzazione dei regimi comunisti dell’Europa orientale, compresa la Repubblica Democratica Tedesca.
Nel novembre 1989 viene abbattuto il muro di Berlino.

1990: crolla la Repubblica Democratica Tedesca. La Repubblica Federale forma un unico Stato tedesco che comprende anche i territori della Germania Est.
È davvero la fine della Guerra fredda. A Gorbacev viene assegnato il Premio Nobel per la pace.

1991: si dissolve l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Dalla vecchia URSS nascono nuove repubbliche indipendenti: Ucraina, Bielorussia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan, e soprattutto la Russia.
Presidente della Russia è Boris Eltzin.

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Pubblicato il 6/06/2008
 

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