A 500 anni dalla scomparsa di Amerigo Vespucci

 a cura di Cosima Campagnolo

Amerigo Vespucci è un nome noto a tutti, mentre una conoscenza della sua vicenda rimane appannaggio di relativamente pochi. Tutti sanno che dal suo nome deriva quello dell’America, ma molti ancora pensano che non a lui, ma a Colombo, sarebbe spettato l’onore di “battezzare” il nuovo continente. Le distorsioni della realtà storica sono lente a morire: la figura di questo straordinario navigatore fu circondata a lungo dall’aura di antipatia che si riserva a un usurpatore dei meriti altrui. In realtà, erano stati altri a manipolarne gli scritti e ad alterarne l’immagine.
Invero, Vespucci non scoprì l’America, ma fu il primo a capire di avere a che vedere con un continente diverso da quello asiatico cui il suo illustre predecessore credeva di essere approdato.
Per noi italiani, poi, “Amerigo Vespucci” è il nome della nave militare più suggestiva della nostra flotta. Tanto nota che l’associazione è praticamente immediata, salvo sapere poco o nulla del personaggio al quale essa deve di chiamarsi così.

Qui, a cinquecento anni dalla morte del Vespucci, il 22 febbraio 1512, volentieri riproponiamo un articolo di Carla Masetti, uscito su Treccani Scuola alcuni anni fa, che illustra la storia del Vespucci e ricostruisce scrupolosamente la vicenda dei viaggi del grande cosmografo ed esploratore, al di là di quanto difensori e denigratori hanno creduto o voluto far credere, offrendo una sintesi del lavoro di studio e di approfondimento filologico che gli è stato dedicato negli ultimi decenni:
Il ruolo di Amerigo Vespucci nella storia della conoscenza del mondo 
 
Pubblicato il 22/02/ 2012

 

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