Il WISE di Doha. In Qatar si costruisce il futuro dell’educazione

Qatar

di Fiammetta Lozzi Gallo*

Dal 1 al 3 novembre, si è svolto a Doha il WISE (World Innovation Summit for Education) che ha riunito rappresentanti di tutti i settori del mondo dell’educazione per stabilire linee di percorso attraverso le quali innovare sistemi e metodi dell’istruzione e della formazione e progettare interventi e investimenti.

Un approccio internazionale e multisettoriale
Dal 2009, questo summit si offre come una piattaforma per pensare creativamente al futuro dell’educazione e, nello stesso tempo, per condividere i risultati dei migliori progetti educativi da tutto il mondo. Il WISE è basato, infatti, sulla consapevolezza che le sfide nel campo dell’educazione non sono più un tema relativo ai singoli stati e, quindi, progetti e pianificazioni vanno pensati a livello internazionale. L’idea di fondo è quella di discutere e scambiare esperienze e idee con un approccio internazionale e multisettoriale, sia nel corso del summit annuale sia nelle iniziative promosse durante l’anno.

Al summit di Doha 2011 hanno partecipato oltre mille esperti del settore. Sono intervenuti 140 studiosi di 120 nazionalità differenti.
Tema del dibattito di questa edizione 2011 è stato “Changing Societes Changing Education”: ripensare l’innovazione nell’educazione a partire dai cambiamenti sociali, tecnologici, politici ed economici degli ultimi decenni.
Molto si è discusso di come raggiungere effettive riforme a partire dagli sforzi e dagli investimenti degli anni passati, che non sempre hanno dato i risultati prefissati.
Nel riflettere su cosa sarà l’educazione nel futuro, l’importanza delle nuove tecnologie è stato uno dei punti cardine del dibattito e del lavoro di vari laboratori.

Le best practices
Tra le best practices discusse nel summit, alcune strordinarie idee per un nuovo approccio alla didattica, per l’innovazione e l’inclusione di tutti nel diritto allo studio, con particolare riguardo alle persone diversamente abili e alle situazioni di grande povertà e degrado sociale.
- aeioTuUn progetto per l’insegnamento della lingua inglese attraverso i telefoni cellulari in Bangladesh.
- Il progetto colombiano aeioTu, che sta sviluppando centri per bambini da 0 a 5 anni, con un programma di istruzione, nutrizione e cura, che utilizza un esteso network di partnerships con associazioni e istituzioni pubbliche e private, dai più alti livelli governativi fino ai collegamenti con le autorità dei singoli villaggi.
- Il progetto Sueña Letras: un software, creato dal centro cileno per lo sviluppo di tecnologie per l’integrazione, per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini sordi e a promuovere l’uso del linguaggio dei segni.
- Il progetto nigeriano della Smallholder Foundation per l’insegnamento delle tecniche per la gestione dei propri averi ai piccoli proprietari terrieri attraverso lezioni per radio.

Il WISE PRIZE
L’ambìto WISE PRIZE (500,000 dollari) per l'idea migliore e più innovativa è stato assegnato a Sir Fazle Hasan Abed, fondatore di BRAC.
Nel suo discorso per l’assegnazione del premio, il presidente di WISE, Abdulla bin Ali Al-Thani, ha sottolineato: "la vita e tutta l’opera di Fazle Hasan Abed racchiudono i valori di WISE. Egli ha, infatti, riconosciuto da subito che l’educazione è un passaporto per inclusione sociale e migliori opportunità di lavoro e di vita. Ha scoperto una formula di successo e l’ha adattata e diffusa prima in Bangladesh poi in altri paesi. Come diretta conseguenza, milioni di persone in tutto il mondo conducono vite migliori, più sane, più felici e più produttive".
Sir Fazle Hasan Abed ha fondato BRAC nel 1972 per affrontare la crisi umanitaria che era seguita alla lotta per l’indipendenza dal Pakistan. Negli ultimi quarant’anni, ha via via costruito la più grande ONG basata sul principio di dare gli strumenti alle persone per vivere come individui in grado di gestire il benessere della propria famiglia e di contribuire alla società.
Le attività del BRAC raggiungono ormai 140 milioni di persone in Asia, Africa e America centrale.
Con la guida di insegnanti e formatori del BRAC, questi hanno imparato ad acquisire gli strumenti per avviare i propri piccoli business, diventare lavoratori sani e allevare al meglio una generazione di bambini alla cui educazione il BRAC contribuisce direttamente con un insegnamento di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria per 10 milioni di studenti. 

Education City
educationIl Qatar sta già sviluppando da anni un altro progetto grandioso: Education City, un campus che ha l’ambizione di creare un network di centri di ricerca e istituzioni di altissimo livello. Al momento, il campus ospita una Facoltà di Studi Islamici che riunisce studiosi di livello internazionale. Comprende, inoltre, sei università americane (Texas A&M University, Weill Cornell Medical College, Georgetown University School of Foreign Service, Virginia Commonwealth University School of the Arts, Carnegie Mellon University, Northwestern University), la scuola di management HEC di Parigi e la University College di Londra.

Le autorità del Qatar hanno la consapevolezza che solo investendo sull’educazione si potrà garantire un avvenire a questo piccolo emirato, che ha una popolazione estremamente giovane e grandi ricchezze da investire.
Il disegno è quello di attirare studenti da ogni parte del mondo – anche attraverso una offerta di borse di studio e prestiti a tasso zero – con la possibilità che questi poi, una volta formatisi in Qatar, vogliano rimanere a lavorare nel paese (in tal caso, il prestito per lo studio viene, infatti, del tutto cancellato). Al momento, nel campus si contano già studenti di ben 75 nazionalità. Un dato estremamente interessante è che il 70% degli studenti sono donne.

E tra gli edifici grandiosi che ospitano le varie facoltà di Education City campeggiano enormi le cinque lettere che compongono la parola “Learn”, un monito e un’esortazione.


*Italianista. Ha lavorato per varie case editrici a Roma e a Londra, dove ha conseguito un Master in Editoria presso il London College of Printing and Publishing con una tesi sulle strategie on line degli editori di grandi opere di consultazione. Dal 1997 collabora con l'Istituto Treccani come autore, redattore e ricercatore.


Pubblicato il 9/11/2011