Averroè, nato a Cordova nel 1126 e morto a Marrakesh nel 1198, fu famoso in Occidente sin dal Medioevo, anche Dante lo cita nell’Inferno (canto IV, verso 144). Pur scrivendo i commentari a quasi tutta l’opera di Aristotele, il filosofo dimostra la propria indipendenza di giudizio e l’audacia di talune sue posizioni. I possibili antecedenti storici dei commentari di Averroè sono da ravvisarsi sia nei commentari coranici, sia in quelli a opere mediche o astronomiche – e talora filosofiche: di al-Fārābī (m. 950), che però segue metodi alquanto diversi, e soprattutto dell’andaluso Ibn Bājja (m. 1139).
La conquista islamica permise agli Arabi un contatto diretto con le diverse culture del mondo tardo antico - siriaca, ellenica, persiana e indiana - che l'Arabia preislamica non aveva conosciuto che in modo limitato o mediato.
Contrariamente a quanto viene detto spesso, il Sufismo non si può identificare con il misticismo: tutti e due hanno per oggetto l'amore per Dio, fatto di devozione e remissione totali alla Sua volontà, che vanno ben al di sopra di quelle normalmente testimoniate dai comuni fedeli, e anche di quello che la religione richiede ai suoi appartenenti.
In senso proprio, il bayt al-hikma ("Casa della Sapienza") è un'istituzione della Baghdad 'abbaside. Il califfato 'abbaside (749-1258) si instaurò in seguito a una rivolta contro la dinastia umayyade (661-749), che aveva assunto il dominio del nascente impero islamico alla fine del 'grande scisma' fra seguaci della sunna (lett. "precedente") e partigiani di ‘Ali (ši’a ‘Ali, da cui il nostro "sciiti").
Tutti i percorsi filosofici dell'alto medioevo sono stati caratterizzati in modo profondo dalla scarsità delle fonti e dalla perdita di contatto con i testi classici dell’antichità.
Negli anni 1179-1180 Averroè mette a fuoco la questione della legittimità della filosofia, in particolare aristotelica, nell'Islam. Questo problema lo riguarda da vicino: Averroè all'epoca ha concluso la stesura della maggior parte delle sue parafrasi alle opere aristoteliche e riveste già da tempo il ruolo di gran qadi di Siviglia.
Abu ’l-Walid Muhammad ibn Rušd, il più famoso pensatore musulmano nell'Occidente medievale, nacque a Cordova nel 1126.
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