Automi e robot fanno parte dell'immaginario collettivo da almeno due secoli e già nell'Ottocento sono apparsi I primi automi meccanici. Ma per lungo tempo gli automi hanno fatto parte solo del 'meraviglioso', e servivano a sorprendere il pubblico. Oggi la tecnologia è in grado di realizzare automi estremamente complessi nelle più varie applicazioni: nell'industria, per l'esplorazione dello spazio, nella medicina (protesi sostitutive degli arti, per esempio). Questo dilagare di applicazioni non ha però indebolito il fascino della figura del robot, soprattutto nel campo letterario.
Il corpo umano può essere considerato come una macchina composta da leve, perni e muscoli. È quindi naturale pensare di riprodurre alcune attività ripetitive compiute dall'uomo, servendosi di macchine.
Alcune fra le domande poste da Dick sono fra le più originali e inquietanti che la fantascienza ha mai conosciuto. Una fra tutte c'interessa: che fine farà l'umanità il giorno in cui i robot saranno uguali all'uomo?
Uno scrittore di fantascienza non scrive semplicemente una storia; piuttosto costruisce un mondo, spesso paradossale e inverosimile, ma coerente. 'L'idea', poi, per uno scrittore di fantascienza, come 'la scoperta' per uno scienziato, funge da punto di partenza per i successivi autori. Può essere confutata o accettata, ma mai ignorata.
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La cultura in Rete secondo Treccani.