Lo stato della scienza in Italia dipende sia dal ruolo che esercita nel presente sia dalla specificità del suo percorso storico: in particolare, il modo in cui l’organizzazione della scienza si sviluppò durante la formazione e il consolidamento dello Stato unitario fu condizionato dal tipo di sviluppo sociale ed economico del nostro Paese e, in parte, lo condiziono. Sulla affermazione della scienza nello Stato unitario incisero i lasciti delle tradizioni, i rapporti con le vicende politiche (in particolare, la partecipazione degli scienziati ai moti risorgimentali) e i problemi intrinseci ed estrinseci dello sviluppo industriale rispetto ad altri Paesi europei.
La formazione in Italia di un ‘mercato nazionale’ della scienza è iniziato prima di quello economico e politico-amministrativo ed è stata catalizzata dalle annuali Adunanze degli scienziati italiani iniziate a Pisa nel 1839.
Se non accettiamo l’idea di Metternich, ripresa ai nostri tempi, che l’Italia prima del 1861 fosse una semplice ‘espressione geografica’, per ricostruire il ruolo svolto dalla tradizione nello sviluppo scientifico italiano occorre un salto che porta molto indietro nel tempo
Il 30 luglio 1863 il regolamento sabaudo trasformava le Scuole di Applicazione degli Ingegneri del Genio Civile in Scuole Regie di Ingegneria poste alla dipendenza del Ministero della Pubblica Istruzione.
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