di Mario Docci*
La città è un insediamento umano integrato costituito da abitazioni, edifici per il lavoro e altri edifici per i servizi, dove l'uomo vive e lavora; la città non è sempre esistita, essa nasce in un determinato periodo dell'evoluzione della società e si sviluppa nel corso dei secoli successivi.
Le prime città nella storia
La nascita delle prime città va collocata nell'area medio orientale, lungo la fascia fertile dei fiumi Tigri ed Eufrate circa 5000 anni fa, dove alcuni villaggi iniziarono a sviluppare un'agricoltura specializzata, che generò ben presto una produzione maggiore delle reali necessità di sussistenza degli agricoltori. I villaggi, composti fino a quel momento di gruppi familiari dediti a svolgere non solo l'agricoltura ma anche tutte le altre attività necessarie alla loro vita, iniziarono a sentire il bisogno di specializzarsi dedicandosi interamente alla produzione agricola. Attraverso la vendita dei loro prodotti agricoli, poterono usufruire di artigiani per la produzione degli utensili a loro necessari, di soldati per difendere i loro prodotti, di sacerdoti per officiare i loro riti religiosi.
Da questo processo nacquero le prime città. Tra queste, alcune divennero successivamente di grandi dimensioni come la città sumera di Ur e quelle babilonesi di Babilonia e di Ninive.
Da questa nuova società urbana, nasce anche l'esigenza di avere una documentazione scritta al fine di dare un nuovo assetto ai propri insediamenti urbani, per gestirli e amministrarli in modo più articolato, dove possono risiedere molte persone che svolgono differenti attività lavorative. Questi nuovi insediamenti urbani, non sono più costituiti di sole abitazioni, ma vi sono ospitate anche le attività artigianali, commerciali, amministrative, religiose e militari.
La città muta come un organismo vivente
Da qui inizia il lungo cammino della storia della città, che si adatterà alle continue mutazioni della società e si trasformerà continuamente attraverso nuove espansioni, tanto che è possibile affermare che essa si comporta come un organismo vivente in perenne modificazione.
La città sembra avere una sua forza interna, tanto che non sempre la società che la abita è in grado di orientarne il suo sviluppo, o almeno non i modo totale. Nel corso dei secoli, vi sono stati momenti in cui la forma della città era l'espressione della società che la abitava, mentre in altri - come per esempio nel nostro tempo - la società non è più in sintonia con la forma della città. Possiamo dire che le nuove espansioni delle città occidentali, create dagli architetti contemporanei, raramente riescono a essere l'espressione della nostra società, tanto che gli uomini che vivono in queste parti di città, non si identificano con esse, poiché esse non sono capaci di interpretare i loro bisogni materiali e spirituali.
Pluralità di forme e linguaggi nelle città occidentali
Il modello di città a cui facciamo riferimento sono le nostre città, quelle del mondo occidentale, caratterizzate in generale da una storia millenaria, che ha creato degli spazi dove convivono edifici di diverse epoche, che ci mostrano il volto delle diverse società che li hanno prodotti. La pluralità delle forme e dei diversi linguaggi, gli spazi urbani che nascono dalla giustapposizione di edifici di diverse epoche, realizza una stratificazione che costituisce il carattere peculiare delle nostre città.
Possiamo dire che la città europea (occidentale) è caratterizzata oltre che dalla stratificazione, a seguito dell'attività delle diverse società che ci hanno preceduto, da altri alcuni elementi peculiari che la contraddistinguono, come la piazza, luogo di incontro e socializzazione, il mercato, gli edifici del potere politico e religioso spesso disposti l'uno di fronte all'altro.
Altre tipologie di città e globalizzazione
La città islamica, che comincia il suo cammino molti secoli dopo intorno al IX secolo d.C., non ha gli stessi caratteri della città occidentale; per esempio, in essa non vi è la presenza della piazza come luogo di incontro, le abitazioni non hanno le finestre affacciate sulle vie, ma sono tutte aperte verso il cortile interno dove si svolge la vita comune. Nel nostro pianeta vi sono anche altre tipologie di città, come per esempio le città orientali, le città coloniali e le megalopoli americane; per effetto della globalizzazione, anche questi modelli subiscono una forte influenza da parte delle nostre città, e tendono sempre di più a assomigliare a esse.
*Docente della Prima Facoltà di Architettura e Direttore del Dipartimento di Rilievo, analisi e disegno dell'ambiente e dell'architettura (RADAR) dell'Università 'La Sapienza' di Roma
Pubblicato il 19/12/2006
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