Il Decadentismo in Francia, Inghilterra e Italia

di Flavio Santi*
 
 

Breve sintesi di uno dei più grandi 'ismi' europei di fine secolo, nato per reazione al Romanticismo e al Naturalismo, e destinato a influenzare in maniera decisiva la futura letteratura del Novecento.

 
 

Francia
Iniziamo dal Paese che ha dato i natali alla corrente: è il 26 maggio 1883 quando sulla rivista "Le chat noir" appare Languore di Paul Verlaine con il celebre incipit "Sono l'Impero alla fine della decadenza".
Il sonetto sottolinea un profondo disagio morale e artistico in reazione al Romanticismo, e mostra un forte debito con il Parnassianesimo, movimento affine che predica una ricerca ossessiva della bellezza assoluta, e con la poesia di Charles Baudelaire, autentico predecadente. Alla fine dello stesso anno Verlaine pubblica sulla rivista "Lutèce" la prima sezione del saggio I poeti maledetti per far conoscere Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé, autentici ispiratori del Decadentismo. Sempre Verlaine l'anno successivo scrive una sorta di inno, la Ballata per i decadenti: "In pochi in tutta questa Parigi / viviamo di orgoglio e di bolletta. / Per quanto l'alcol ci appassioni / beviamo acqua fresca soprattutto / mangiando secco alquanto. Ad altri / vanno i piatti fini, i vini di marca. / Siamo i bravi scrittori".

Il dibattito con i simbolisti e i naturalisti si fa sempre più acceso, e il termine assume una connotazione positiva e ufficiale con la rivista "Le Décadent" fondata da Anatole Baju nel
1886, in cui appare una mirabile sintesi della poetica decadente: "L'uomo moderno è un blasé. Raffinamento dei desideri, delle sensazioni, dei gusti, del lusso, dei piaceri, nevrosi, isteria, ipnotismo, morfinomania, ciarlataneria scientifica, schopenhauerismo a oltranza, questi sono i prodromi dell'evoluzione della società". Nel frattempo nel 1884 è comparso il romanzo À rebours (Controcorrente) di Joris-Karl Huysmans, vera summa del Decadentismo: ne è protagonista il nobile trentenne Jean Des Esseintes, dedito al più raffinato edonismo dei cinque sensi, che vive in una casa-museo a Fontenay-aux-Roses, colma di gioielli, profumi, quadri, fiori e libri preziosi (Du Cange, Petronio, Apuleio). Il romanzo attinge a piene mani ai principali capisaldi della corrente: Baudelaire (per l'estetismo legato ai sensi, ispirato alla poesia Corrispondenze), Edgar Allan Poe (per il gusto dell'orrido e del fantastico morboso), Fëdor Dostoevskij (per la malattia dell'anima e la componente psicologica), Arthur Schopenhauer (per la concezione pessimistica in cui l'arte diventa riscatto e possibilità di liberazione dal male di vivere).

Da non dimenticare, infine, anche Villiers de l'Isle-Adam con i Racconti crudeli, esemplare fusione di mistero e ironia, crudeltà e voluttà; Joseph Péladan, la cui opera romanzesca e teatrale è segnata da un forte interesse per la magia e le scienze occulte; e Marcel Schwob, le cui Vite immaginarie fanno rivivere personaggi del mondo medievale strani e corrotti (pirati, goliardi, prostitute ecc.).


Inghilterra
In questo Paese il movimento trova terreno particolarmente fertile: Edward Gibbon con la Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano (1776-88) getta le basi per lo sviluppo dell'idea di Decadentismo, cui contribuiscono le raffinatezze musicali e descrittive di Coleridge, il delirio visionario di Blake, il romanticismo esotico e satanico di Byron, la bizzarria di De Quincey.

A fare da apripista in un clima particolarmente ricettivo, in reazione al conformismo dell'età vittoriana, sono innanzitutto i preraffaelliti del pittore e poeta Dante Gabriel Rossetti e l'opera del critico d'arte John Ruskin, particolarmente sensibile al gusto gotico medievale, che influenzò tra gli altri Marcel Proust e Gabriele D'Annunzio. Opera summa è il romanzo di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Gray (1890), dove tutte queste influenze, sommate a quella principale di Huysmans, prendono forma nella storia di un bellissimo giovane, dedito alla perfezione e al lusso, che con un sortilegio ottiene che il passare del tempo segni soltanto il ritratto fattogli da Basil Hallward e non il proprio fisico. La vita dissolta, condotta insieme al cinico Henry Wotton, lo porta a disprezzare l'amore di una delicata ragazza, Sybil Vane, che avrebbe potuto salvarlo, e a uccidere il pittore. Al culmine dell'angoscia colpisce con un pugnale il ritratto e cade morto: i servi troveranno a terra un morto rugoso e irriconoscibile, trafitto da un pugnale, accanto al ritratto del loro padrone, bellissimo e giovane.

Un'altra fonte esemplare sono i celebri Aforismi sull'arte; ne valgano due per tutti: "Solo per l'Arte e con l'Arte noi possiamo effettuare la nostra perfezione e difenderci dai sordidi pericoli della vita reale" e "La Vita imita l'Arte, più che questa non imiti quella".

Se Il ritratto di Dorian Gray è l'opera più emblematica, anche in relazione allo stretto rapporto tra pittura e scrittura, merita una menzione Walter Pater, autore dei Ritratti immaginari, un genere misto tra ricostruzione storica e invenzione romanzesca, del romanzo Mario l'epicureo, ambientato sotto il tardo regno di Marco Aurelio, e degli Studi sul Rinascimento, caratterizzati da una critica impressionistica basata sull'intensità delle sensazioni (famoso è il precetto "Ardere sempre di una dura fiamma gemmea").


Italia
Il santo, il fanciullino e il superuomo
: queste in sintesi le poetiche dei tre principali interpreti del Decadentismo italiano, Antonio Fogazzaro, Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio. Si tratta perlopiù di aspetti circoscritti del grande movimento europeo, che in Italia si è diffuso in modo a volte parziale e indiretto.

Nella figura del santo (da cui l'omonimo romanzo del 1905) Fogazzaro riassume il tentativo di redimere la propria inattitudine alla vita (presente soprattutto nel romanzo d'esordio), nel percorso di una rigenerazione spirituale perennemente in dissidio e tentata dal peccato, le cui inquietudini non sono per nulla placate, a tal punto che l'autore finisce all'Indice nel 1906.
In Malombra (1881) dominano gli elementi cupi e sensuali, intrisi di occultismo e morbosità, che risultano sempre più sfumati in Daniele Cortis (1885) e nella tetralogia Piccolo mondo antico (1895), Piccolo mondo moderno (1900), Il santo e Leila (1910). È dunque nel romanzo d'esordio, Malombra, che si concentrano i temi più emblematicamente decadenti: la possessione diabolica di Marina di Malombra, gli ambienti plumbei e morbosi, la carne, la morte.

Nella figura del fanciullino, teorizzato nel 1897, Pascoli condensa la propria propensione alle impressioni e al mistero, a una poesia priva di razionalità e scopi morali e utilitaristici (ancora un legame con le massime di Wilde). Altri tratti tipicamente decadenti sono il simbolismo di immagini, suoni e colori; il gusto per l'antichità marginale dei Poemi conviviali; la sensualità cifrata di poesie come Digitale purpurea; la raffinatezza di certe scelte tematiche e linguistiche soltanto apparentemente provinciali.

Più esibita ed evidente risulta la declinazione decadente di D'Annunzio, con la predilezione per Wagner e Nietzsche (da cui la nozione di Übermensch), l'estetismo e l'edonismo, che trovano uno degli emblemi nel romanzo Il piacere (1889), dove compare un celebre aforisma di Wilde parafrasato: "Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte". Liberatosi dal magistero carducciano delle opere giovanili, D'Annunzio legge i preraffaelliti inglesi, Huysmans, Ruskin e Pater, grazie ai quali sviluppa uno spiccato gusto estetizzante e musicale (celebre la dichiarazione "Il Verso è tutto"). Ma, forse, anziché di Decadentismo è più corretto parlare, con Walter Binni, di "estetismo", categoria più ampia, che ben risponde al gusto onnivoro e plurale dell'ispirazione dannunziana.
Del resto, tracce di Decadentismo sono rinvenibili anche in autori successivi, come Luigi Pirandello o Italo Svevo, come rivelano gli studi di Arcangelo Leone De Castris, Giuseppe Petronio e Carlo Salinari.


*Romanziere, poeta e critico; professore di Lingua italiana all'Università di Como e di Traduzione allo IULM di Milano.



Pubblicato il 30/3/2010

 
 

 

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