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Don Milani

Un percorso sulla figura storica e culturale di don Milani e sulla sua straordinaria attività di educatore con l’opera realizzata nella scuola di Barbiana. Nella Lettera a una professoressa (1967), i ragazzi di Barbiana, assieme al loro Priore, denunciavano un metodo didattico che era ostativo alla realizzazione, anche sociale, dei ragazzi delle classi più povere. Da quelle parole deriva ancora oggi un 'fare scuola' orientato alla presa di coscienza civile e sociale, improntato al valore dell’accoglienza, in una società complessa e in costante cambiamento, per insegnare a ogni alunno ad apprendere e a vivere con gli altri.

MATERIALI

Una difficile classificazione: Lorenzo Milani e la sua "ditta"

In nome della fedeltà alla verità, Lorenzo Milani non ha mai taciuto ciò che potesse creare imbarazzo per le controtestimonianze presenti nella Chiesa. Ma la fedeltà alla Chiesa ha condizioni precise, stabilite con chiarezza e che non possono essere sottoposte ad arbitrii o eccessi.

Linee di una pedagogia

"Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza e sabato far dire a Rino: - Il priore non riceve perché sta ascoltando un disco -. Volevo anche scrivere sulla porta - I dont care più - , ma invece me ne care ancora molto."

Lorenzo Milani profeta della libertà di coscienza

Quarant'anni dopo la sua morte, non perde forza l'insegnamento del priore di Barbiana. Da una polemica nel 1965 con i cappellani militari - che accusarono di viltà i primi obiettori coscienza al militare incarcerati - don Lorenzo Milani coglie lo spunto per affermare il primato della libertà di coscienza.

Il prete che dava la parola agli ultimi

Ricorrono quest'anno i quarant'anni della morte del sacerdote di Barbiana e del suo Lettera a una professoressa: è l'occasione per riscoprire il valore di una testimonianza umana e la radicalità di un progetto educativo ancora profondamente attuale.

L'attualità di don Milani per la scuola di oggi

Il quarantennio della scomparsa di don Lorenzo Milani e della pubblicazione della "sua" Lettera a una professoressa non offre certo il senso di una occasionale opportunità per riflettere sulla sua straordinaria figura di educatore

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