Fin da prima dell’Unità, l’Italia ha svolto un ruolo di crocevia per partenze e arrivi da paesi stranieri, senza considerare le migrazioni tra i molteplici stati che componevano il paese. Dalle emigrazioni è sorta una fitta produzione di scritture, spesso deliberatamente letterarie, in lingua italiana.È una letteratura che ha dovuto convivere con la o le altre lingue con le quali i singoli e le comunità si sono trovati a dover interagire ed ha creato un pluri- e multilinguismo di tipo non solo linguistico-grammaticale, ma più ampiamente culturale.
Si afferma solitamente che l’Italia, tradizionale paese di emigrazione, sia ora diventata paese di immigrazione. L’affermazione, all’apparenza ovvia, contiene un grave elemento di confusione, che consiste nell’assenza di un avverbio: di un “anche”.
La Grande Emigrazione verso le Americhe, a cavallo tra Otto e Novecento, e quella quasi altrettanto affollata del secondo dopoguerra - che alle vecchie destinazioni aggiunse i paesi dell'Europa centrosettentrionale, il Canada e l'Australia - furono sin da subito accompagnate da una fitta produzione di scritture
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La cultura in Rete secondo Treccani.