Rispetto alle arti figurative Il movimento futurista in Italia ebbe una influenza meno pronunciata in letteratura, ad esclusione della poesia, dove le le idee propugnate da Marinetti produssero testi poetici di nuova forza espressiva. Tuttavia la presenza futurista fu signficativa anche ne teatro (con lo stesso Marinetti) e nella prosa ( soprattutto con Palazzeschi, futurista 'a metà' e non per sempre).
Nel 1922 Vladimir Majakovskij scrisse che "non esiste una prosa autenticamente futurista". A prima vista sembrerebbe difficile dargli torto: manifesti, opere teoriche e produzioni creative si concentrarono in modo quasi totalizzante sulla poesia.
Dal verso libero alle parole in libertà, nate nel 1912 dall'ingegno multiforme di Filippo Tommaso Marinetti. Una riflessione sulle tecniche, gli esiti e il successo planetario della poesia futurista.
Quando si parla di teatro futurista, vengono in mente i famosi Manifesti, ma è necessario partire da alcuni testi e dalle loro cronologie per capire meglio le vere origini del movimento teatrale e, soprattutto,di quel linguaggio provocatorio che sta a base della scrittura futurista.
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La cultura in Rete secondo Treccani.