Il tema della guerra è uno dei più classici in ambito letterario, visto che la tradizione occidentale si fonda su un testo come l'Iliade. Vediamo come questo argomento è stato declinato tra Otto e Novecento nelle letterature europee, fino ad arrivare ai giorni nostri, dall’epopea napoleonica alla seconda guerra mondiale. Scopriamo anche lavori originali per l’epoca in cui furono scritti: la critica antimilitarista dello scapigliato Igino Ugo Tarchetti.
La guerra ha rappresentato da sempre un tema o addirittura un mito nella letteratura: basti pensare all'epica e alla memorialistica antiche, o al romanzo dell'Ottocento sino a Guerra e pace. Ma oggi, quali sono le caratteristiche fondamentali della rappresentazione della guerra nelle opere letterarie? Esaminando alcuni romanzi incentrati sulla Seconda guerra mondiale, si può seguire un percorso interessante anche a fini didattici.
Nel secondo Ottocento, all'indomani dell'Unità d'Italia, Igino Ugo Tarchetti firma un romanzo dal titolo Una nobile follia, che è un vero e proprio incunabolo dell'ideologia pacifista. Colpisce la straordinaria modernità di questo testo, con la sua utopia antimilitare, decisamente precorritrice dei tempi.
La rappresentazione della guerra nel romanzo europeo dell'Ottocento, legata soprattutto ad alcune figure chiave come quella di Napoleone, diventa per gli scrittori non soltanto l'occasione di testimoniare l'efferatezza e la follia dei numerosi conflitti coevi, ma anche un momento fondamentale di riflessione etica e gnoseologica.
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