Lavoro

La rivoluzione industriale del XVIII secolo ebbe anche la conseguenza di portare all’attenzione di economisti e filosofi il concetto di lavoro: Hegel intese il valore del lavoro come ‘realizzazione’ e ‘liberazione’ dell'uomo, per Marx il lavoro realizza o la libertà dell’uomo o la sua alienazione sociale e politica. Nel processo di mondializzazione economica in corso, la struttura del lavoro ha subito complesse e variegate trasformazioni, che hanno riflessi sulle nuove formulazioni concettuali.

MATERIALI

Utopie e pratiche nella produzione 1. Adam Smith

La teoria del valore-lavoro enunciata nel Libro I della Ricchezza delle nazioni e la figura del lavoratore descritta nel Libro V.

Utopie e pratiche nella produzione 2. Frederick W. Taylor

L'organizzazione scientifica del lavoro.

Utopie e pratiche nella produzione 3. Il postfordismo

Nasce una soggettività nuova, che mette al lavoro l’insieme delle proprie capacità inventive e relazionali.

Utopie e pratiche nella produzione 4. La produzione immateriale

Il valore viene generato dalla conoscenza: cambiano le concezioni del salario, del tempo di lavoro e del regime di proprietà.

Nuova formulazione del lavoro, nuova formulazione dei diritti nel mondo globalizzato

Una delle difficoltà più serie nell’elaborazione di un sistema unitario di protezione dei diritti dei lavoratori su scala globale sta nel diverso impatto nei vari paesi delle dinamiche di trasformazione delle caratteristiche tipiche di quella attività che convenzionalmente chiamiamo ‘lavoro’.

Il concetto di lavoro in Marx

La tradizione marxista si è divisa sull’interpretazione dei modi di produzione e della loro successione e sulla prospettiva se il comunismo sia emancipazione del o dal lavoro.

Hegel e la rivalutazione moderna del lavoro: il lavoro come ‘formazione’, ‘liberazione’, ‘umanizzazione’

I termini che sia le lingue classiche sia le lingue moderne usano per indicare il lavoro enfatizzano la dimensione di pena, sofferenza imposta, peso, fatica, che comporta la necessità di strappare alla natura i mezzi per il sostentamento, a causa della struttura ontologicamente finita e mancante dell’uomo

UN LIBRO

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