Non 'scrittori immigrati', che sarebbe etichetta ghettizzante e anche un po’ razzista, ma 'scrittori migranti' (in inglese 'migrant writers'). Sono quegli autori che, lasciato il loro paese d’origine, adottano la lingua del Paese che li ospita. In nazioni da lungo tempo interessate da flussi migratori, come per esempio gli Stati Uniti, sono radicati, oltre che nel tessuto sociale, anche in quello letterario. In Italia, invece, è solo da poco che si è cominciato a parlarne. Esperti, studiosi e scrittori tracciano un panorama della questione.
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La cultura in Rete secondo Treccani.