Negli ultimi anni in Italia il termine revisionismo è stato al centro del dibattito culturale, anzi, più spesso, al centro del dibattito politico. Il frequente ricorrere di questo termine più come slogan che come sintesi di un concetto ha generato una diffusa confusione. In realtà il termine ha un suo spessore storico, essendo stato usato in contesti diversi (dal revisionismo del marxismo a quello religioso). Anche attenendoci al significato attuale, che lo lega a una rivisitazione critica delle interpretazioni più canoniche della storia contemporanea (in Italia, in particolare della Resistenza), il revisionismo non va confuso con il negazionismo (che contesta l’esistenza stessa della Shoah) , che ne è una particolare, estrema e degenerata proliferazione, fuori da ogni regola storiografica.
La premessa metodologica necessaria per affrontare l'argomento del revisionismo storico a scuola al termine della scuola secondaria superiore è costituita dal fatto che gli studenti dovrebbero aver interiorizzato dal precedente percorso di studio le seguenti nozioni
Il termine "revisionista", come è noto, tra la seconda metà dell'800 ed il '900 ha assunto significati assai diversi tra loro: di volta in volta è stato l'appellativo che i marxisti ortodossi hanno attribuito alle posizioni riformiste prima di Eduard Bernstein e poi di Karl Kautsky
Termine diventato particolarmente attuale in ambito storiografico, il revisionismo nasce sul terreno religioso, istituzionale, politico e diplomatico-internazionale. La Chiesa protestante d'Inghilterra usa il termine per combattere pratiche liturgiche troppo simili a quelle della Chiesa cattolica
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