Flussi migratori e statistiche: realtà umane dietro i numeri

di Carla Degli Esposti*

Educazione allo sviluppo e all'inclusione sociale: queste tematiche, molto legate fra loro, sono l'oggetto di due esperienze realizzate in classe con allievi di terza media in epoche differenti e con tipologie di studenti assai diverse. Sono ricerche 'datate', ma ho ritenuto significativo presentarle insieme perchè nell'intervallo di tempo intercorso tra l'una e l'altra il fenomeno migratorio in Italia ha subito una rapida espansione.


C'è sempre chi parte

Siamo nel giugno 1990 e si è appena tenuta la Conferenza nazionale dell'immigrazione, su richiesta della presidenza del consiglio dei ministri, e viene pubblicato dall'ISTAT il documento ' Gli immigrati presenti in Italia: una stima per l'anno 1989'. Nello stesso anno esce la legge Martelli (legge 39/1990): si tratta del primo intervento che disciplina in maniera organica la materia dell'immigrazione, introducendo disposizioni relative a ingresso, soggiorno, espulsione e diritto d'asilo.
Da qui prende spunto il percorso didattico con la mia terza D nella scuola media Cecilio Secondo, al quartiere tuscolano di Roma; una classe eterogenea come livelli di competenza, formata da ragazzi italiani, un po' prevenuti verso ' lo straniero lavavetri' presente ai semafori.

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Mi procuro un po' di testi: la pubblicazione appena citata, le serie storiche curate dall'ISTAT sulla popolazione dall'unità d'Italia e 'Abitare il pianeta' della Fondazione Giovanni Agnelli. Sono testi di difficile lettura: pagine e pagine piene di numeri e sigle, i ragazzi credevano di avere davanti un codice segreto da decifrare. Confesso che anch'io ho dovuto ragionare molto per trovare un filo conduttore che rendesse 'vivi' quei dati e che ci conducesse a poco a poco a capire una realtà a noi apparentemente estranea.
Siamo partiti dalla realtà: un'indagine tra le famiglie degli studenti per scoprire parenti che avevano abbandonato il loro paese nativo.
Il video mostra quello che gli studenti hanno scoperto: loro stessi appartenevano a famiglie di immigrati, che erano venuti a Roma da altre regioni d'Italia, e di emigranti, perchè tutti avevano parenti espatriati in varie parti del mondo. Dentro ai numeri delle serie storiche c'erano pure i loro nonni e i loro genitori!
A questo punto è venuto spontaneo chiedersi: Qual è la causa dei flussi migratori da e per l'Italia e degli spostamenti degli italiani sul territorio nazionale?
Gli studenti avevano assaporato l'interesse e l'importanza di ragionare su dati scientifici e hanno chiesto loro per primi di consultare dati statistici per cercare la risposta. Ho allora proposto di esaminare e confrontare i dati statistici relativi all'aumento della popolazione e della ricchezza nelle varie aree geografiche del mondo. Ed è stato facile scoprire che i Paesi ricchi hanno una popolazione anziana e, al contrario, quelli poveri sono molto giovani e con un indice di natalità molto più alto dei primi. In particolare in Italia nel dopo guerra si spopolavano le regioni del sud e questo calo era compensato dall'aumento degli abitanti delle regioni del nord. Tradurre in grafici di vario tipo tutto questo ha reso più facile la comprensione dei fenomeni.


Chi troppo e chi niente: rapporti che cambiano la vita
Nel 2002 esce la legge Bossi-Fini e accade che molte donne migranti, ottenuto il regolare permesso di soggiorno, facciano venire in Italia i loro figli prima che diventino maggiorenni, grazie al ricongiungimento familiare. Io nel frattempo ho cambiato scuola e insegno nei corsi di licenza media del 1° CTP EdA Nelson Mandela all' Esquilino, un quartiere multietnico della Capitale. Le lezioni della mia classe si svolgono al mattino, gli studenti sono tutti stranieri, di 16-17 anni, arrivati da pochissimo in Italia. Provengono da culture diverse, non è facile costruire un legame tra loro, c'è conflittualità persino nel modo di fare scuola, come mostra il video.
Però tutti litigano con le loro mamme perché li hanno costretti ad abbandonare il loro Paese, gli amici, la nonna..., qui a Roma non conoscono nessuno, non si sentono liberi, e si chiedono: perchè? Ancora una volta i dati ci aiutano a capire la ragione del loro spostamento. Il PIL dei Paesi d'origine è molto basso, contro un indice di natalità molto alto: nonostante siano passati più di dieci anni fra le due ricerche e i dati siano cambiati, continuano ad esserci Paesi che hanno troppo e Paesi che non hanno niente.

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Di fronte a questi dati troppo spesso si sente dire: 'Eh, si guadagna poco, ma si vive anche con poco in certe zone del mondo! Quindi dov'è il problema?'
È davvero così? Qual è il potere d'acquisto della moneta nei Paesi di provenienza dei miei studenti? Un rapporto diventa ora particolarmente importante per rispondere: il rapporto tra il salario medio di un operaio e i prezzi di beni di consumo indispensabili.
Dopo tanti dati trovati sui libri, propongo agli alunni di organizzare una loro indagine statistica:
ogni studente chiede alla sua famiglia qual è il salario medio di un lavoratore del Paese nativo e quali sono i prezzi locali di alcuni generi di consumo necessari (latte, pane, oggetti di vestiario).
I prezzi sono convertiti in euro e, infine, tutti i rapporti vengono collezionati in un cartellone e tutto si fa chiaro: i risultati mostrano che è difficile vivere nei loro luoghi d'origine e che le famiglie hanno deciso di farli venire in Italia per assicurare loro migliori condizioni di vita.

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Gli studenti non hanno certo perso tempo nella realizzazione di queste ricerche: l'uso dei dati statistici ha affinato e reso concreti concetti e strumenti matematici importanti: funzioni, rapporti, rappresentazioni grafiche, incrementi... e grazie a questo la realtà è prepotentemente entrata nelle aule della scuola.
E azzardo un'ipotesi: se i programmi della scuola media del '79 fossero stati seguiti dai docenti e se l'insegnamento della statistica non fosse stato considerato ' un di più', oggi il razzismo e la discriminazione nei confronti degli stranieri presenti sul territorio italiano non avrebbero raggiunto toni così alti da farci dubitare di appartenere ad un Paese veramente civile.

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*Già docente di matematica e scienze presso il 1°CTP di Roma "Nelson Mandela", dove ha insegnato nei corsi di licenza media a studenti provenienti da Paesi di tutto il mondo, da molti anni collabora con Emma Castelnuovo, sia come formatore in corsi di didattica sia nella stesura degli esercizi dei libri di testo di matematica per la scuola media.



Pubblicato il 26/1/2010

 

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