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Viaggio e letteratura

La letteratura di viaggio della modernità nasce con il Milione di Marco Polo moderna e si afferma come fenomeno culturale alla fine del Seicento quando intellettuali e scrittori iniziarono a girare in Europa, rimanendo per lunghi tempi lontani dal paese di origine. Nell'Ottocento, e in parte nel Novecento, questa letteratura è stata interpretata dagli scrittori più grandi (Da Goethe a Chateaubriand da Gide a Dickens) in vario modo, ma in tutti i casi sempre filtrando l'osservazione e la descrizione del paesaggio con le proprie istanze intellettuali, in un viaggiare che è sempre in parte percorso interiore. Il viaggiare come esperienza intellettuale e spirituale è ben presente anche in viaggiatori del secondo Novecento come Chatwin che ricerca in terre ai limiti del mondo nuovi spazi da opporre al mondo occidentale, divenuto angusto e chiuso.

MATERIALI

Il viaggio di Jules Verne

Si è sempre detto, e con ottime ragioni, che il segreto del fascino dei romanzi di Jules Verne stesse nella loro base scientifica o, meglio ancora, nella loro capacità di anticipare, in una sorta di profezia letteraria, gli sviluppi futuri delle scienze.

Il racconto di Chatwin In Patagonia

"Il libro-simbolo di tutti i viaggi". Così la quarta di copertina dell'ennesima ristampa di In Patagonia di Bruce Chatwin. L'affermazione è naturalmente eccessiva, se non altro perché la letteratura occidentale è segnata da libri di viaggio, a cominciare dall'Odissea.

Da «Iter», n. 7, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2000
Le parole del viaggiatore

Sul finire del secolo scorso uno scrittore destinato a rappresentare la più pura e classica tradizione francese, André Gide, trovandosi alle soglie di una stagione prodigiosamente liberatrice sul piano umano e letterario, incideva nelle sue pagine frasi che suonavano allora di scandalo

Dal viaggio al libro: il Milione di Marco Polo

Le scritture di viaggio di epoca premoderna sono spesso il prodotto della collaborazione di due distinte figure autoriali. Il viaggiatore medievale, garante dei contenuti informativi, è di solito un uomo d'azione, privo di educazione letteraria e pertanto incapace di redigere un rendiconto ordinato e stilisticamente compiuto della propria esperienza.

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