appórre

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appórre v. tr. [lat. appōnĕre «collocare accanto», comp. di ad- «presso» e pōnĕre «porre»] (coniug. come porre). – 1. a. Aggiungere: Sempre la confusion de le persone Principio fu del mal de la cittade, Come del vostro il cibo che s’appone (Dante); a. un termine, a. una condizione a un negozio giuridico. b. Mettere accanto: a. un’annotazione (a un testo, in margine a un documento). 2. Porre sopra o sotto; quasi esclusivam. nelle frasi: a. i sigilli, la data, la firma, il visto, a un documento e sim. 3. fig., letter. Di colpe e sim., attribuire, imputare: lo sventurato giovane la cui morte è apposta al mio marito (Boccaccio); gli fu apposto di avere ucciso o che avesse ucciso; anche, a. un atto a colpa a qualcuno. 4. ant. Obiettare, trovare da ridire: ha sempre qualche cosa da apporre. 5. intr. pron. Cogliere nel segno, indovinare: potrà dal solo stile d’un’opera argomentar quasi sempre non solo il secolo ma la patria dello scrittore, e apporsi (Manzoni); oggi solo nella frase, di tono sostenuto, se mal non mi appongo, se non sbaglio, se ho indovinato giusto.

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