Avvocato

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avvocato s. m. (f. -éssa o -a) [dal lat. advocatus, propr. part. pass. di advocare «chiamare presso», nel lat. imperiale «chiamare a propria difesa», e con uso assol. «assumere un avvocato»]. –

1. Professionista forense che assiste la parte nel giudizio; fornito di laurea in legge e necessariamente iscritto nell’albo professionale, ha funzione diversa da quella del procuratore (che invece rappresenta la parte): a. civilista, a. penalista; a. difensore (v. difensore); a. di parte civile, quello che patrocina gli interessi civili della parte lesa nei procedimenti penali; a. generale, magistrato della Corte di cassazione o d’appello; a. dello stato, facente parte dell’avvocatura dello stato; a. della Chiesa (a. concistoriale, a. rotale), quello che assiste le parti nelle cause di competenza ecclesiastica.

2. estens. Difensore, intercessore, protettore: noi abbiamo appo ’l Padre per a. nostro Jesù Cristo giusto (Passavanti); più genericam., chi prende le difese di altri: non ho bisogno di avvocati io!; farsi a. di un’opinione, di una tesi, di un partito. A. del diavolo (lat. advocatus diaboli), nome popolarmente dato al «promotore della fede», che nei processi di canonizzazione solleva tutte le obiezioni possibili, affinché possano essere risolte ineccepibilmente, nell’interesse pubblico della Chiesa (ma, secondo l’opinione popolare, per invidia del diavolo); nel linguaggio com., la locuz. è riferita anche a chi intenzionalmente, a scopo dialettico, pone difficoltà a una tesi già accettata.

3. Locuz. particolari: a. delle cause perse, chi assume la difesa di cause o di opinioni insostenibili (fam. iron., avvocato poco capace); essere a. in causa propria, difendere i proprî interessi; parlare come un a., avere gran facilità di parola, parlare con calore cercando di persuadere; saperne quanto un a., essere assai pratico d’intrighi. ◆ Per indicare una donna che esercita l’avvocatura nell’uso giuridico è usato il maschile avvocato, ma sono sempre più frequenti, nell’uso com., i femminili avvocata e avvocatessa, quest’ultimo anche per indicare scherz. la moglie di un avvocato, o una donna che ha la parlantina sciolta, che si accalora nel discorrere e nel sostenere le ragioni proprie o altrui. ◆ Dim. avvocatino; spreg. avvocatùccio, avvocatuzzo (merid. avvocatìcchio); accr. avvocatóne, detto scherz. di un bravo avvocato; pegg. avvocatàccio, avvocato poco capace o poco onesto.

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