cipólla

cipólla

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cipólla s. f. [lat. tardo cepŭlla, dim. di cepa «cipolla»]. – 1. a. Erba delle liliacee (Allium cepa), forse originaria dell’Asia occid., alta più di un metro, con foglie cilindriche, fitti fiori bianco-verdastri a ombrella sostenuti da lunghi peduncoli, e un bulbo globoso e depresso (che ha lo stesso nome) con squame esterne (tuniche) scariose, di colore rosso rame, e le interne carnose, bianche o violacee. Cipolla d’inverno o cipolletta, erba simile alla cipolla (Allium fistulosum), coltivata in molti paesi, spec. per le foglie che si usano come condimento. b. Il bulbo di Allium cepa, di sapore e odore molto caratteristici, e ricco di proprietà medicinali, largamente adoperato nell’alimentazione, mangiato crudo o cotto variamente condito, e come condimento nella preparazione di sughi, soffritti, ecc.: una resta di cipolle; frittata, battuto, zuppa di cipolle; velo di cipolla, la squama più esterna del bulbo, molto sottile e quasi trasparente (anche in similitudini: sottile come un velo di cipolla). c. Per estens., il bulbo di altre piante: la c. del giglio, del tulipano. d. C. marina, sinon. di scilla. 2. Usi analogici: a. La parte di base dei lumi a petrolio o a olio, di forma simile a una cipolla, dov’era contenuto il liquido e lo stoppino. b. Palla schiacciata e bucherellata, in cima al collo dell’annaffiatoio. c. scherz. Orologio da tasca, spec. quando è grosso e funziona male: che ora fa la tua cipolla? d. tosc. Il ventriglio del pollo e degli altri animali da cortile. e. pop. tosc. Escrescenza o nodo nel legno. f. Mal della c., difetto del legname, sinon. di cipollatura. 3. a. Cipolla, o pesce cipolla, pesce teleosteo dell’ordine percomorfi (Cepola rubescens). b. C. di mare, mollusco bivalve (Anomia ephippium) della famiglia anomidi. ◆ Dim. cipollina (v.), cipollétta (v.); accr. cipollóne m. (v.); pegg. cipollàccia, e cipollàccio m. (anche nome comune del cipollaccio col fiocco.

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