condizióne

condizióne

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condizióne s. f. [dal lat. condicio -onis, lat. tardo conditio -onis, der. di condicĕre «accordarsi, convenire»]. – 1. In generale, fatto il cui intervento è necessario perché un altro fatto possa verificarsi; quindi, in partic.: a. Qualità, requisito, situazione o presupposto necessarî a un determinato scopo: nel paese non esistono le c. per lo sviluppo del turismo; non aveva le c. richieste per presentarsi al concorso, o per ottenere il sussidio, ecc. b. Proposta che in un accordo di qualsiasi natura (trattato politico, patto militare, contratto commerciale, convenzione privata, ecc.) una delle parti fa all’altra e alla cui accettazione è subordinata l’attuazione dell’accordo stesso; quindi, in genere, limitazione, restrizione, riserva con la quale si è disposti a fare una concessione, a dare un consenso e sim.: proporre, formulare, mettere una c.; accettare, respingere le c.; imporre c. dure, gravose, inaccettabili; dettare le c. di pace; cedere a determinate c., ecc.; resa senza condizioni, lo stesso che resa a discrezione o resa incondizionata (v. resa, n. 1). Locuzioni: a condizione, alla c., con la c., col patto, con la riserva; per lo più seguite da che: accetto, a c. che tu mi dia carta bianca; sotto condizione, con riserva: è stato lasciato libero sotto condizione. c. Con valore più generico, nell’uso com., la misura del prezzo richiesto come corrispettivo di una prestazione, di una vendita, o comunque in cambio di un bene o per una qualsiasi operazione di natura commerciale (per lo più al plur.): condizioni d’acquisto, di vendita, d’abbonamento; acquistare a buone, a ottime c., a c. vantaggiose; offrire c. favorevoli. Anche, il modo stabilito per il versamento della somma pattuita o richiesta: condizioni di pagamento (in contanti, a rate, con mutuo quinquennale, ecc.). d. In diritto, elemento accidentale del negozio giuridico che consiste in un avvenimento futuro e incerto, dal verificarsi del quale viene fatta dipendere l’efficacia del negozio giuridico o la risoluzione del rapporto con questo costituito. Secondo la funzione, la condizione può essere sospensiva, se sospende il verificarsi degli effetti tipici del negozio sino al momento in cui si verifica l’evento condizionante, e risolutiva, se il suo verificarsi risolve gli effetti del negozio già prodottisi, ripristinando la situazione anteriore; secondo il meccanismo attraverso cui dev’essere prodotto l’evento condizionante, si distingue la c. casuale, il cui verificarsi è previsto come fortuito, la c. potestativa, dipendente dalla volontà di uno dei soggetti, e la c. mista, in cui agiscono sia il caso sia la volontà di uno dei soggetti; secondo il carattere positivo o negativo dell’evento, che può essere prospettato come un fatto concreto o come il non verificarsi dello stesso, la condizione può essere affermativa o negativa. e. Con accezioni affini alle precedenti, il termine è usato in varie scienze; per es., in matematica, ogni limitazione imposta a una o più grandezze o enti; nella fisica, relazione cui occorre soddisfare perché si verifichi un determinato fatto; ecc. 2. a. Stato fisico, morale o finanziario di una persona (spesso al plur.): le sue c. di salute vanno migliorando; oggi non sono in c. di spirito troppo favorevoli; s’è ridotto in una c. da far pietà; le c. in cui mi trovo attualmente non mi permettono troppe spese. Frequente, con il sign. di situazione o capacità, il sintagma in condizione di, seguìto da un infinito, nelle locuz. essere in condizione, essere in grado, avere la capacità: non è in c. di alzarsi dal letto; sentirsi in condizione, sentirsi capace: mi sentirei in c. di attraversare il fiume a nuoto; mettere, mettersi in o nella c., mettere, mettersi in grado, nella situazione: t’ho messo in c. di fare da solo; s’è messo nella c. di non poter essere aiutato. b. Con riferimento alla posizione sociale, allo stato familiare: essere di c. umile, agiata; famiglia di buona c.; gente di infima c.; di condizione, usato assol., di posizione sociale elevata, nobile: persone, gente di condizione. c. Con senso più ampio, riferendosi all’essere o al modo di essere, alla natura, alla qualità di una persona o di una cosa: Corsero incontr’a noi e dimandarne: «Di vostra condizion fatene saggi» (Dante); si avanzava a stento per le cattive c. del terreno; le c. proibitive del tempo ci hanno costretto a rinviare la partenza. d. Stato di conservazione di un oggetto: queste scarpe sono ancora in buone c.; le strade sono ridotte in c. pessime. e. Situazione, stato generale: il medico provinciale ha riferito sulle c. della salute pubblica; migliorare le c. di vita del popolo. f. Stato di un sistema fisico o chimico, caratterizzato da determinati valori di determinate grandezze: c. iniziali di un corpo, quelle nelle quali il corpo si trova all’istante da cui si inizia a valutare lo scorrere del tempo; c. normali di un gas (o di un corpo), quelle che si hanno quando la pressione e la temperatura hanno i valori «normali» (usualmente, 1 atm e 0 °C); c. critiche, quelle che si hanno in corrispondenza a valori «critici» di determinate grandezze (v. critico1, n. 3 a). ◆ Dim. condizioncèlla; spreg. condizionùccia; pegg. condizionàccia (tutti piuttosto rari).

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