diplomàtico

diplomàtico

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diplomàtico agg. e s. m. [der. di diploma; nei sign. 2 e 3, sull’esempio del fr. diplomatique] (pl. m. -ci). – 1. agg. Che riguarda i diplomi, cioè i documenti, antichi: scienza d., e più comunem. diplomatica s. f. (v. la voce); archivio d., in cui, oltre ai diplomi, si conservano anche altri documenti e antiche scritture; codice d. (v. codice, n. 3 c); critica d.; metodo d., ecc. Per estens., edizione d., quella che riproduce scrupolosamente l’originale antico, manoscritto o a stampa, nella sua ortografia precisa, rispettando di esso tutti i particolari di forma (come abbreviazioni, punteggiatura) ed eventuali errori di lettere e di spazieggiatura. Minuscola d., scrittura adoperata dalle maggiori cancellerie europee per la stesura degli atti pubblici dal sec. 9° al sec. 12° ed estesa tra l’11° e il 12° sec. anche alle cancellerie minori e ai notai; era una minuscola fondamentalmente del tipo carolino, alta e stretta nelle forme, assai simile alla contemporanea libraria, dalla quale si differenziava soltanto per la presenza di particolari vezzi cancellereschi (allungamento delle aste, occhielli ornati, ecc.). 2. agg. a. Attinente alla diplomazia, ai rapporti tra stato e stato: corpo d.; agente, rappresentante d.; una missione d.; atti, documenti d.; iniziare la carriera d.; riprendere, rompere le relazioni d.; nota d., comunicazione di un governo estero; seguire le normali vie d., i consueti canali d.; lingue d., le lingue abitualmente usate nelle relazioni internazionali; contenzioso d. (v. contenzioso, n. 2); immunità d. (v. immunità, n. 1 c); valigia d. (v. valigia, n. 2); incidente d. (v. incidente2, n. 2 a); malattia d., per lo più iron. o scherz. (v. malattia, n. 1 b). Diritto d., il complesso delle norme giuridiche, interne dei singoli stati e internazionali, che regolano la diplomazia e l’attività diplomatica. b. Abile, accorto, pieno di tatto e di finezza, come è proprio dei rapporti diplomatici: linguaggio d.; fare uso di (o ricorrere alle) arti d.; è un uomo molto diplomatico. 3. s. m. (f. -a, poco com.) a. Chi appartiene alla carriera diplomatica o fa parte di una missione diplomatica. b. fig. Persona che ha il tatto e la finezza necessarie per condurre accortamente un affare o per trattare questioni delicate: è un abile d.; via, non fare il d.!, a chi mostra riserbo e prudenza nel parlare, dicendo le cose a metà. 4. s. m. Dolce composto di pan di Spagna imbevuto di liquore e crema, tra due strati di pasta sfoglia. ◆ Avv. diplomaticaménte, secondo gli usi della diplomazia, attraverso le vie diplomatiche: si spera di poter risolvere diplomaticamente la vertenza; fig., con diplomazia, cioè con tatto, abilità e finezza, o con prudente riserbo: rispondere diplomaticamente; condurre diplomaticamente un affare, una discussione; non diede una risposta diretta, ma si accontentò di sorridere diplomaticamente.

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