Lombardo

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lombardo agg. e s. m. (f. -a) [dalla voce germanica che fu adattata nel lat. mediev. nelle forme Longobardus o Langobardus (v. longobardo)]. –

1. Di Lombardia, relativo o appartenente alla Lombardia, e alla popolazione che abita questa regione: la pianura l.; le città l.; i costumi l.; l’industria, l’attività l.; quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue l. (Manzoni); prima, seconda lega l., le due leghe costituite rispettivam. nel 1167 contro il Barbarossa e nel 1226 contro l’imperatore Federico II; architettura l., la più importante scuola dell’architettura romanica, fiorita nell’Italia settentr. tra il mille e la fine del 13° sec.; tetto alla l., tipo di orditura di tetto costituita da un insieme di travi disposte orizzontalmente e parallele alle murature perimetrali del fabbricato (chiamate arcarecci o terzere o correnti); dialetto l. (o il lombardo, s. m.), il dialetto parlato in Lombardia: poesie scritte in lombardo; con valore avverbiale: parlare lombardo. In musica, ritmo l. (o anche stile l.), figurazione ritmica costituita da una nota breve accentata in battere, seguita da una nota lunga la cui durata è tripla rispetto a quella della nota precedente, in uso nella musica italiana dalla metà del sec. 16° e poi utilizzata, sino alla fine del Settecento, anche in Inghilterra, Francia e Germania. Come sost., abitante o nativo della Lombardia: la tradizionale cordialità e generosità dei Lombardi. Nell’uso letter., non com. per longobardo: il lungo-chiomato lombardo Ch’ultimo accampò sovra le rimboschite cime (Carducci).

2. Anticam. il termine ebbe un’estensione più ampia, e indicò genericam. gli abitanti dell’Italia settentr., esclusi al più quelli della Romagna: la cortesia del gran L. (Dante), di Cangrande della Scala, signore di Verona dal 1308 al 1329. Fuori d’Italia il nome fu dato dal sec. 12° in poi ai mercanti e banchieri italiani in genere, uso di cui si conserva ancor oggi traccia nella Rue des Lombards di Parigi, e nella famosa Lombard Street di Londra, via in cui si riunivano fin dal sec. 15° i banchieri, in prevalenza italiani, per il commercio dei cambî, e tuttora sede di molte banche nazionali ed estere.

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