Petto

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pètto s. m. [lat. pĕctus (-tŏris)] (pl. -i; ant. e raro le pèttora, femm.). –

1.

a. La parte del corpo umano che sta fra il collo e l’addome e costituisce la parte anteriore del torace, opposta al dorso (più genericam., nei vertebrati, la parte ventrale del torace, che diviene anteriore negli organismi ad andatura bipede, cioè uomo e uccelli; nei pesci, è la parte ventrale anteriore del tronco): p. ampio, robusto, muscoloso, gracile, esile, scarno; nel linguaggio medico, p. (o torace) di pollo, lo stesso che carenato; p. (o torace) da calzolaio, v. torace; stringere al p., in un abbraccio; essere colpito in pieno p.; fucilazione al p., quando si voglia distinguere dalla fucilazione alla schiena; reclinare la testa sul p.; la collana le ricadeva sul p.; aveva molte medaglie sul p., sulla divisa, all’altezza del petto. Unito a verbi, forma espressioni che dal senso proprio sono spesso trasferite a un sign. fig., che in genere diviene prevalente: allargare il p., nel respirare profondamente, e, fig., emettere un profondo sospiro di sollievo, sentirsi più sollevato, più tranquillo: quando appresi che era salvo, mi s’allargò il petto; battersi, picchiarsi il p., in segno di penitenza, di dolore, di contrizione, e in senso fig., pentirsi: è inutile ormai che tu ti batta il petto, dopo quello che hai fatto!; mettersi una mano sul p., per testimoniare la propria onestà, la propria buona fede nel fare un’affermazione, una promessa, e, in senso fig., fare l’esame di coscienza: mettiti una mano sul p. e rispondimi sinceramente; prendere di p. qualcuno, afferrarlo per l’abito, per la giacca, per la parte che copre il petto, con intenzioni minacciose, e fig., affrontarlo con decisione, con risolutezza: l’ha preso di p. e si è fatto restituire i soldi rubati; prendere di p. una cosa, affrontarla con decisione, o anche con eccessiva irruenza: le difficoltà vanno prese di p.; ha preso di p. la questione e l’ha risolta; l’ha presa così di p. che difficilmente arriverà in fondo; mettersi di p. in una cosa, a fare una cosa, impegnarvisi a fondo. In locuz. avv. o prepositive: a petto a petto o, più com., petto a petto, viso a viso, l’uno di fronte all’altro: essere, trovarsi petto a petto; a petto di o a petto a, di fronte a, e più spesso fig., a paragone di, in confronto a: a p. a lui tu sei una cima (v. anche appetto).

b. Con riferimento soltanto alla specie umana, il seno femminile, le mammelle: un p. sodo, cascante, avvizzito; avere un gran p., un bel p., poco p.; un p. piccolo, piatto, o florido, prosperoso; attaccare, avere il bambino al p., allattarlo.

c. Nei mammiferi e uccelli (oltre al sign. anatomico già definito), la parte carnosa che si trova sopra lo sterno e che viene utilizzata come cibo: p. di pollo, di tacchino, di vitello. In macelleria, taglio di carne bovina tra il collo (o giogaia) e la pancia: punta di p., la parte anteriore del petto di bue, verso il collo, particolarm. adatta per il bollito (detta anche, in alcune regioni, petto grosso e fiocco).

2. estens.

a. L’insieme degli organi racchiusi dentro il torace (soprattutto i polmoni e il cuore): attacco di p., attacco di cuore; angina di p. (più com. il lat. scient. angina pectoris), v. angina; malato di p., di affezioni polmonari; malattia, male di p., tubercolosi, tisi (e, meno com., polmonite, bronchite); essere debole di p., avere tendenza ad affezioni polmonari; nel canto, registro di p., la serie dei suoni alti emessi da una voce umana; do di p., il do più acuto emesso dalla voce di un tenore.

b. Sede della sensibilità, dei sentimenti (che dipenderebbero, secondo un’antica credenza popolare, dagli organi contenuti nel petto, e spec. dal cuore); è sinon. quindi, ma più raro e limitato, di cuore e animo: avere una pena, un dispiacere nel p.; avere in p. un’idea, un proposito; teneva chiusi nel p. molti segreti; a quelle parole si sentì infiammare il p.; chi non conosce il p. forte, lo zelo imperterrito di vossignoria illustrissima? (Manzoni), l’animo coraggioso, generoso. Per le locuz. riguardanti una forma speciale di nomina a cardinale: riservare in p., cardinale in p., v. in pectore.

c. Per metonimia, letter. e raro, persona considerata nell’insieme delle sue qualità spirituali: Marzia tua, che ’n vista ancor ti priega, O santo p., che per tua la tegni (Dante, nel discorso di Virgilio a Catone).

3. La parte dell’abito che copre il petto o che sta all’altezza del petto: il p. d’una camicia, il davanti; giacca a due p. (o a doppio p.), a un p., a seconda che le due parti in cui si apre sul davanti siano o no sovrapposte l’una all’altra.

4. Nelle antiche armature, l’elemento della corazza che proteggeva il torace: p. a botta, v. pettabbotta. Nelle bardature antiche, sinon. di pettiera.

5. Nelle costruzioni idrauliche, p. dell’argine, la scarpata rivolta verso il letto del fiume; analogam., il paramento di altre opere idrauliche (dighe, moli, ecc.) che è a contatto con le acque, o è soltanto volto verso di esse. ◆ Dim. pettino, il petto di un bambino, di una persona gracile, o anche di un piccolo animale (le rondini, quelle che hanno il pettino rugginoso, non bianco, Pascoli); vezz. e spreg. pettùccio; accr. pettóne; pegg. pettàccio.

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