Pittóre

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pittóre s. m. (f. -trice) [lat. pictor -ōris, der. di pingĕre «dipingere», part. pass. pictus]. –

1.

a. Chi dipinge, chi si dedica all’arte della pittura: p. professionista, dilettante; fare il p.; un p. di ritratti, di paesaggi; un p. di marine, di nature morte; p. manierato o di maniera, p. astrattista, futurista, divisionista, macchiaiolo, ecc., rispetto allo stile e alla tecnica seguita; i p. del Rinascimento, delle Avanguardie novecentesche; i p. umbri, fiamminghi, ecc.; studio di pittore, lo studio dove il pittore lavora. P. della domenica, chi si dedica alla pittura nel tempo libero, solo come passatempo.

b. Chi tinteggia, a mano o a macchina, le pareti interne ed esterne degli edifici, provvedendo talora anche alla preparazione delle miscele coloranti: avere in casa i pittori; p. decoratore (v. decoratore).

c. In passato, chi eseguiva insegne di esercizî commerciali, emblemi di stendardi e sim.

2. In archeologia, pittore di ..., perifrasi usata per indicare ceramografi di cui non si conosce il nome, completata, secondo i casi, o con il nome del ceramista con cui il ceramografo risulta aver collaborato (per es., p. di Cleòfrade), o con il luogo di conservazione del vaso (per es., p. di Boston o di Londra), o con la menzione di un elemento decorativo singolare (per es., p. dell’altalena) o ricorrente (per es., p. dei calzari, delle linee rosse), o in altri modi ancora.

3. fig. Chi descrive fatti, situazioni, ambienti, persone e sim. con grande evidenza, con particolare forza rappresentativa: uno scrittore che è un efficace p. dell’ambiente della provincia italiana; un gustoso p. di scene popolaresche. Anche, talora, come agg.: fantasia pittrice (Tommaseo), evocatrice di immagini. ◆ Dim. pittorèllo, pittorùccio e, non com., pittorino; spreg. pittorùcolo.

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