Rivèrbero

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rivèrbero s. m. [der. di riverberare]. – L’azione, il fatto e il fenomeno di riverberare o di riverberarsi; più spesso, l’effetto, cioè la luce, o il calore, o il suono, riverberati: la stanza era illuminata dal r. delle luci della casa di fronte; il r. dello specchio mi dà noia; dirimpetto vedesi la figura d’altro tempio non reale, ma fittizio, formato nelle nuvole dal r. del tempio reale (G. Gozzi); una laguna abbagliante nel r. del sole (Sebastiano Vassalli); lume a r., fornito del disco concavo atto a riverberare la luce; forni a r., in cui il riscaldamento avviene in prevalenza per irraggiamento della volta e delle pareti rivestite con materiale refrattario, impiegati soprattutto in metallurgia (spec. del rame, dello stagno, del piombo, dell’argento, e, inoltre, per la trasformazione della ghisa in acciaio) e per la fusione di materiali varî (per es., nell’industria del vetro). In acustica architettonica, è sinon. di riverberazione. In usi assol., con riferimento al calore irraggiato di sera dai corpi che lo hanno assorbito di giorno: il r. dell’asfalto, dei muri. Locuz. avv. di r., di riflesso: mise la lampada in modo che la luce cadesse sul libro di riverbero. In senso fig. (di cose astratte, che ammettono la metafora della luce), riflesso: un r. della sua fama illumina anche i suoi concittadini; il suo fallimento ha danneggiato di r. anche altri commercianti.

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