Rodere

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ródere v. tr. [lat. rōdĕre] (io ródo, ecc.; pass. rem. rósi, rodésti, ecc.; part. pass. róso). –

1.

a. Staccare con i denti minuti frammenti da un corpo solido e in genere molto duro: rodeva un tozzo di pane secco; i topi hanno roso il legno della porta; in usi scherz., riferito a persone, mangiare: c’è qualcosa da r. in frigo? Anche di animali che adoperano mezzi diversi dai denti: si sentiva un tarlo che rodeva il legno dello scaffale; un’aquila rodeva i visceri di Prometeo.

b. estens. Riferito a cose varie, consumare lentamente con azione meccanica o chimica: la lima rode il ferro; un ruscelletto che quivi discende Per la buca d’un sasso, ch’elli ha roso (Dante); le onde del mare rodono la costa; l’acqua del fiume rode gli argini (ma in tutti questi casi, in cui l’azione è esercitata da acque correnti, è più specifico erodere); l’acido, la ruggine rode il metallo (in questo caso più com. corrodere); un’antica iscrizione rosa dal tempo; e con uso fig., letter.: era necessitato a tener di vista Attila re degli Unni, che andava rodendo [cioè conquistando, occupando progressivamente] varie provincie (Muratori); come dal tempo rosa Fia vostra gloria (Leopardi). Anche di malattie che distruggono o alterano i tessuti e tormentano: la cancrena gli ha roso la gamba.

2. fig.

a. Di sentimenti che consumano tormentosamente chi li prova: lo rode l’invidia, la rabbia, ecc.; ha l’animo roso dal rimorso; Di dì in dì, d’ora in ora Amor m’à roso (Petrarca); ho qui qualche cosa che m’opprime, che mi rode (Manzoni); nel rifl., rodersi dalla bile, dalla gelosia, per il livore, ecc.; Qual animal di stizza par si roda (Poliziano); anche assol.: era rimaso fieramente turbato e tutto in se medesimo si rodea (Boccaccio); stette rintanato nel suo palazzotto, ... a rodersi, per tre giorni (Manzoni); con valore reciproco, tormentarsi l’un l’altro: l’un l’altro si rode Di quei ch’un muro e una fossa serra (Dante). In usi region. (soprattutto roman.), anche intr., con il compl. di termine, provocare grave dispiacere e risentimento, soprattutto per un insuccesso personale o per invidia nei confronti di successo e fortuna altrui: ti rode, eh, la sconfitta della tua squadra?; le rodeva parecchio di non essere stata invitata.

b. In locuz. fig. particolari, r. (più com. mordere) il freno, nutrire propositi di ribellione o di vendetta senza poterli sfogare: ero allora troppo giovane, capite? e donna: dovevo r. il freno (Pirandello). ◆ Part. pres. rodènte, anche come agg.: da le molli Nari soffiò la polvere rodente (Parini); provava ora una pena acuta, insistente, rodente (M. Pratesi).

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