Sedile

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sedile s. m. [dal lat. sedile, der. di sedere «stare seduto»]. –

1.

a. In senso generico, qualsiasi oggetto fatto apposta per potervisi sedere: un s. di ferro, di marmo, di legno, di plastica; un s. imbottito, impagliato, di gommapiuma; un s. pieghevole; anche, struttura mobile o fissa (fermata in questo secondo caso a terra o alle pareti), di legno, di muratura, di metallo, di materiali plastici, destinata a più persone, sia all’interno di edifici, sale d’aspetto, mezzi pubblici, e sim., sia all’aperto, nelle strade, nei viali, nei parchi, e sim.: i s. del parco; i s. della piscina; i s. del teatro; i s. del treno, dell’autobus; i s. dell’automobile (s. anteriore, s. posteriore, s. con schienale ribaltabile); i s. del motoscafo, dell’aereo. In partic., nelle autovetture, s. anatomico, avente il piano conformato in modo da adattarsi alla linea che assume il corpo umano nella posizione di guida; s. avvolgente, con schienale arcuato che circonda il dorso del guidatore e lo sostiene, spec. in curva. Nelle imbarcazioni, panca fissata in poppa o anche, spesso, lungo i lati; nelle imbarcazioni da regata, s. scorrevole, il banco del vogatore o dei vogatori che scorre con un carrello su due guide metalliche per un determinato tratto, facilitando e potenziando la voga. In aeronautica, lo stesso che seggiolino.

b. Il piano della sedia, del banco, del divano, ecc., su cui ci si siede: il s. di una poltrona; il s. della sedia si è sfondato; i s. di questo divano sono troppo rigidi.

c. Parte della sella, sinon. di seggio nel sign. 5.

d. Elemento anulare di legno o di plastica, ribaltabile e provvisto di coperchio, disposto sul vaso del water per sedersi.

2. estens. La parte superiore del ferro di cavallo, su cui appoggia l’unghia, cioè lo zoccolo.

3. Nell’antico regno di Napoli, denominazione delle sezioni urbane (in origine corrispondenti alle circoscrizioni della città, istituite allo scopo dell’annua colletta dovuta allo stato) in cui i nobili stavano raggruppati e organizzati per la salvaguardia dei loro interessi (si dicevano anche seggi, portici, teatri, piazze). Fuori sedile o fuori seggio furono dette le famiglie che non facevano parte di alcun sedile sia perché vivevano abitualmente nei loro feudi sia perché sdegnavano di essere aggregate a famiglie di meno antica nobiltà.

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