sèrie

sèrie

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sèrie s. f. [dal lat. series, der. di serĕre «intrecciare, infilare»]. – 1. Successione ordinata e continua di elementi, concreti o astratti, dello stesso genere: è il quarto nella s. dei papi, degli imperatori romani; la s. dei numeri dispari, dei numeri primi, ecc.; addusse una s. di argomenti a sua difesa; una lunga s. di anni, di secoli; la s. dei fatti, il loro susseguirsi; ha passato una s. di guai, una quantità di guai l’uno dopo l’altro. In partic., s. chiusa, ogni successione di enti, la quale, per il fatto di venire a cessare, o nel tempo o nello spazio, costituisce un insieme delimitato da un principio e da una fine; s. aperta, successione che ha un principio senza avere una fine (le due locuz. sono usate in varie scienze e tecniche che hanno per oggetto fenomeni concreti o entità astratte distribuite in serie). Quando è più o meno evidente il concetto di successione, il termine può indicare un insieme, un gruppo di enti o di fenomeni collegati da qualche caratteristica comune, cosicché in alcune scienze esso designa talvolta un aggruppamento avente valore classificatorio. In partic., in alcuni usi settoriali ma correnti, con il sign. generico di «aggruppamento»: a. In motonautica, s. internazionale, quella comprendente i tipi di imbarcazione la cui costruzione è regolata dall’Unione motonautica internazionale; s. nazionale, comprendente le categorie indicate dall’Unione motonautica nazionale. b. In sport a squadre, ciascuno dei gruppi in cui sono suddivisi i singoli atleti e le squadre, in base al loro valore; per es., nel gioco del calcio: s. A, s. B, s. C; campionato di s. A. Per estens., con uso iron., scherz., o spreg., si qualificano di s. A e di s. B persone o cose che vengono considerate o tenute su diversi livelli di valore o d’importanza: un cantante, una presentatrice televisiva di s. A; spettacoli, film, romanzi di s. B (e anche, con senso di spregio, un paese, una nazione di s. B); in partic., cittadini (o anche lavoratori, dipendenti, ecc.) di s. B, con riferimento a categorie sociali escluse, o che si ritengano escluse, dal godimento di determinati servizî o possibilità o privilegi. c. In tipografia, l’insieme dei caratteri e segni necessarî, distinti secondo la pendenza (tondi, corsivi), il tono (chiari, neretti, neri, nerissimi), la larghezza (stretti, normali, larghi, larghissimi) e la forma alfabetica (maiuscoli, maiuscoletti, minuscoli). È distinta da famiglia che indica l’insieme delle serie di un determinato disegno e stile. d. In filatelia, l’insieme di francobolli di un’emissione, in ragione di un esemplare per ogni valore emesso; si denomina per lo più specificando il tema su cui si accentra, o l’occasione in cui viene emessa, o l’avvenimento che commemora: la s. dei condottieri, dell’anno santo, di Cristoforo Colombo, ecc. e. Sequenza di scritti, di produzioni teatrali, cinematografiche, televisive, che sviluppano un medesimo argomento o argomenti affini, anche nella loro successione temporale: una s. di articoli sulle vacanze in montagna; una s. di servizî dal fronte; è in programma una nuova s. di fumetti con Braccio di Ferro. f. L’insieme dei fascicoli di una rivista, contraddistinti da numeri progressivi: nuova serie (abbrev. n. s.), quando la rivista, chiusa una serie, riprende la pubblicazione con nuova segnatura dei singoli fascicoli. g. Raggruppamento, contraddistinto per lo più con una, o più di una, lettera dell’alfabeto o un numero romano, comprendente una certa quantità di biglietti di lotterie, biglietti di banca, assegni circolari, ecc., ciascuno dei quali individuato entro la serie stessa da un numero progressivo; tale raggruppamento è operato particolarmente nei titoli (titoli di stato, azioni, obbligazioni) a scopo di controllo, e ricorre quando il numero dei titoli emessi assomma a diverse centinaia di migliaia o quando l’emissione è fatta in più riprese. h. Nella fabbricazione di oggetti d’uso, produzione industriale di un numero variabile di esemplari di un unico modello, che, a seconda della quantità, viene detta s. piccola, media, grande. i. In musica, nel sistema dodecafonico, l’elemento basilare, formato dal susseguirsi in un determinato ordine dei dodici suoni che compongono la scala cromatica temperata: appare nella forma fondamentale e in quelle per moto retrogrado, per moto contrario e per moto contrario del retrogrado. 2. Con sign. specifici in varie discipline: a. In chimica, successione o gruppo di composti ordinati in base a una qualche regola o criterio generale; così s. alifatica o grassa, la serie dei composti del carbonio nei quali gli atomi di questo elemento sono disposti in catena aperta, in contrapp. a s. aromatica, in cui sono disposti a formare anelli chiusi. S. omologa, gruppo di composti che differiscono l’uno dall’altro di un numero costantemente eguale di atomi, come, per es., i termini della serie del metano (CH4; C2H6; C3H8, ecc.) che differiscono per un gruppo =CH2; s. isologa, v. isologo; per s. elettrochimica degli elementi o s. delle tensioni voltaiche o s. dei potenziali di ossidoriduzione, v. elettrochimico. b. In mineralogia, s. cristalloblastica, successione di minerali formati in un processo metamorfico, ordinati in ordine decrescente dell’energia di cristalizzazione di ciascuno, cioè della capacità di sviluppare la forma propria vincendo la resistenza delle forze esterne e dei cristalli adiacenti in via di formazione. Nella classificazione dei minerali, suddivisione di un gruppo di analoga formula chimica: così, nel gruppo dei carbonati, la s. della calcite riunisce i carbonati neutri che cristallizzano nel sistema romboedrico, mentre appartengono alla s. dell’aragonite quelli che cristallizzano nel sistema rombico. c. In geologia, termine generico usato, con l’aggiunta di particolari agg., per indicare: un insieme di strati concordanti (s. stratigrafica o pila stratigrafica); un insieme di strati, sedi di giacimenti minerarî con strati sterili eventualmente intercalati (s. carbonifera, petrolifera, gessoso-solfifera); un insieme di strati formatisi in un determinato periodo della storia geologica (s. permiana, s. triassica). d. In petrografia, s. magmatica, associazione di rocce eruttive caratterizzate da analogie nella composizione chimica (soprattutto l’abbondanza relativa degli ossidi di sodio, potassio e calcio, che si mantiene costante), tali da far pensare alla derivazione da un unico magma attraverso processi di differenziazione; ogni serie corrisponde a una particolare zona di affioramento, detta provincia magmatica o petrografica; in partic. sono state individuate la s. alcalino-sodica o atlantica (cui corrisponde la provincia atlantica), caratterizzata da rocce ricche di ossidi di metalli alcalini con prevalenza del sodio, contenenti feldspati alcalini, feldspatoidi, anfiboli e pirosseni alcalini, ecc., diffusa nelle isole dell’Atlantico centrale; la s. alcalino-calcica o pacifica, caratterizzata da rocce ricche di ossidi di calcio associati a ossidi di metalli alcalini, contenenti plagioclasî, anfiboli e pirosseni calcici, presente soprattutto sul versante andino dell’America Merid., e la s. alcalino-potassica o mediterranea, tipica dei vulcani dell’Italia merid., con rocce ricche soprattutto di ossido di potassio, contenenti latiti, trachiti, tefriti e fonoliti leucitiche. e. In tettonica, s. di diaclasi, di fratture, di faglie, ecc., fasci dei suddetti elementi strutturali, paralleli, esistenti in una località o in una regione spesso interessate da più serie che si intersecano secondo angoli piuttosto costanti, formando sistemi (v.). f. In biologia, successione di comunità biologiche che conduce al climax. In partic., in ecologia vegetale, s. di vegetazione, l’insieme delle fitocenosi che per evoluzione progressiva conducono al climax e di quelle che ne derivano per degradazione, che sono cioè legate da rapporti dinamici; in generale, la serie di vegetazione comprende: una cenosi pioniera, una cenosi erbacea, una cenosi arbustiva e una cenosi forestale (nella più recente terminologia scientifica è sinon. di sinassociazione); nella sistematica botanica, categoria tassonomica, posta tra la sottosezione e la specie. Con particolare sign. in ematologia, collettività di cellule, circolanti nel sangue o nella linfa o presenti negli organi emopoietici, che si sviluppano da una matrice specificamente differenziata: s. rossa, s. bianca, s. megacariocitica, s. plasmocitica. g. In matematica, generalizzazione dell’operazione di addizione al caso in cui i termini da sommare siano infiniti; si indica con una scrittura del tipo a0 + a1 + a2 + ..., o, meglio, con la scrittura simbolica μai. La somma della serie, cioè il risultato dell’addizione con infiniti termini, è il limite (se esiste) delle somme parziali o ridotte, cioè delle somme a0, a0 + a1, a0 + a1 + a2, ecc.; se il limite è finito la serie è convergente, se è infinito la serie è divergente. Il fatto che esistono serie convergenti in cui tutti i termini sono positivi (cioè il fatto che, in certi casi, la somma di infiniti numeri positivi è finita) è alla base dei classici paradossi di Zenone (Achille e la tartaruga, ecc.). Hanno particolare importanza le s. geometriche, come, per es., 1 + 1/2 + 1/4 + 1/8 + ... (che è convergente e ha per somma 2) e la s. armonica 1 + 1/2 + 1/3 + 1/4 + ... (che è invece divergente, cioè diventa più grande di un qualsiasi numero dato). Talvolta, il termine serie viene usato nel senso di successione; per es., la s. di Fibonacci. h. In statistica, insieme di elementi, spesso disposti in un certo ordine: s. di dati, s. di misure. Con sign. più specifico, s. statistica, insieme delle frequenze secondo cui si presenta una certa caratteristica (per lo più di natura qualitativa) di un fenomeno collettivo (v. anche seriazione). i. In spettroscopia, s. spettroscopica o spettrale (o anche, semplicemente, serie), la sequenza delle righe di uno spettro atomico: la prima serie osservata (nel 1885) è costituita dalla sequenza delle righe emesse dall’atomo di idrogeno nella regione del visibile, ed è detta s. di Balmer (dal nome del suo scopritore, il fisico svizzero J. J. Balmer, 1825-1898); altre serie dell’idrogeno sono la s. di Lyman nella regione dell’ultravioletto, la s. di Paschen nella regione dell’infrarosso, ecc.; tutte queste serie corrispondono a transizioni atomiche in cui varia il numero quantico principale (ossia quello che identifica il valore dell’energia dello stato atomico); le serie successivamente osservate nelle varie sostanze vennero classificate, a seconda delle caratteristiche spettroscopiche delle righe, in s. nette o s (abbrev. dell’ingl. sharp), s. principali o p, s. diffuse o d, s. fondamentali o f; queste classificazioni possono essere ricondotte ai diversi valori dei numeri quantici orbitali (quelli associati al valore del momento angolare), per cui la nomenclatura spettroscopica è passata a identificare direttamente gli stati quantici caratterizzati da tali numeri: così gli stati s corrispondono al valore 0 del numero quantico orbitale, gli stati p al valore 1, gli stati d al valore 2, ecc. 3. Nella marina militare, la più piccola delle unità organiche nelle quali è suddiviso l’equipaggio di una nave; è formata da non più di dieci persone, comandate da un sottocapo. 4. Molto frequente nel linguaggio tecn., e anche nell’uso com., la locuz. avv. in serie: a. Produzione in s. (o di massa), produzione di un grande numero di oggetti tutti uguali ad un unico modello; analogam., lavorazione in s. (o di s.), organizzazione del lavoro in modo da ottenere una produzione in serie. L’uso delle macchine permette un’organizzazione molto più efficiente del lavoro manuale sia riguardo ai tempi di produzione sia riguardo alla rispondenza degli oggetti al modello; conseguenza della produzione di serie è la riduzione dei costi unitarî, tanto più sensibile quanto maggiore è l’uso di procedimenti automatizzati; essa inoltre, garantendo la formazione di pezzi rigorosamente uguali, permette un rapido e sicuro montaggio, la sostituzione di pezzi e l’uso contemporaneo di questi in luoghi diversi con conseguente utile decentramento di lavorazione. A seconda della quantità di oggetti uguali prodotti in un determinato tempo si parla di produzione o lavorazione di grande s. o di piccola serie; di qui l’espressione fuori s. (anche come s. f., una fuori s.), con riferimento a speciali carrozzerie di autovetture (v. fuoriserie) e, per estens., a cose di qualità non comune. b. In elettrotecnica, collegamento o accoppiamento in s. (o anche, abbreviatamente, collegamento serie) di più elementi (condensatori, resistori, generatori, ecc.), omogenei o no, è quello che si ottiene collegando varî elementi uno di seguito all’altro così che l’intensità della corrente risulti la stessa in tutti gli elementi. In partic., nelle macchine a corrente continua, eccitazione in s., locuz. con cui si indica il tipo di collegamento tra l’avvolgimento di eccitazione e quello di indotto (sinteticamente, motore serie). In modo analogo si definisce il collegamento in serie per le canalizzazioni idrauliche, i circuiti magnetici, ecc. Collegamento in s.-parallelo di più elementi circuitali (resistori, condensatori, ecc.), omogenei o no, è quello nel quale gli elementi sono collegati con una combinazione, comunque varia, di disposizione in serie e in parallelo. c. Assicurazione in s., clausola avente lo scopo di mitigare il rigore della franchigia per i danni eccedenti un determinato ammontare: nel contratto di assicurazione, la partita di merce viene divisa in tanti lotti quanti lo consente il suo condizionamento e imballaggio, e ogni lotto costituisce una partita a sé ai fini assicurativi.

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