tirocìnio

tirocìnio

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tirocìnio s. m. [dal lat. tirocinium (der. di tiro -onis «apprendista, novizio, recluta», con terminazione spiegata in modo non soddisfacente)]. – Periodo di addestramento pratico (e l’addestramento stesso) all’esercizio di un mestiere, di una professione, di un’arte, di un’attività in genere, che viene compiuto da un principiante, da un allievo, o anche da persona già qualificata e fornita della necessaria preparazione teorica, o del prescritto titolo di studio, sotto la guida di persona esperta e nel luogo dove tale attività viene svolta regolarmente: un tempo i pittori facevano il t. nella bottega di maestri già famosi; giovani laureati che fanno il t. nello studio di un avvocato, presso un notaio, nei reparti di un ospedale; prima di esercitare la professione dovrà sottoporsi a un lungo, a un paziente t.; t. didattico o magistrale, addestramento pratico all’insegnamento elementare degli allievi maestri, svolto presso scuole pubbliche. Differisce perciò, nell’uso com., da apprendistato, che indica invece il periodo di apprendimento pratico di un mestiere o di una professione da parte di persona non ancora qualificata; questa differenza non sussiste tuttavia nel linguaggio giur., che definisce il tirocinio come uno speciale rapporto di lavoro, in forza del quale l’imprenditore è obbligato a impartire o a far impartire, nella sua impresa, all’apprendista assunto alle sue dipendenze, l’insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato, utilizzandone l’opera nell’impresa medesima.

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