verbale¹

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verbale1 agg. [dal lat. tardo verbalis, der. di verbum (v. verbo) «che riguarda la parola, il verbo»]. – 1. a. Di parole, che consiste di parole: offese v., in contrapp. a offese che si possono recare con atti, gesti, ecc.; con sign. più specifico, in linguistica, comunicazione v., attuata essenzialmente con mezzi linguistici, contrapp. alla comunicazione non v., attuata con altri mezzi. b. Dato, comunicato, fatto a voce: ordine v.; disposizioni v., note v., nelle comunicazioni diplomatiche; esame, interrogazione v. (non però con riferimento alla scuola, dove si parla di esame e interrogazione orale); traduzione v., fatta parola per parola, ora più comunem. detta traduzione letterale. c. Processo v., lo stesso, e nell’uso corrente meno com., che verbale2 nel sign. 1. 2. Del verbo, che appartiene al verbo o deriva dal verbo: forme v., le varie forme della coniugazione d’un verbo; voce v., lo stesso che voce del verbo, nei due diversi sign. di questa espressione (v. verbo, n. 3). In grammatica e linguistica: a. Flessione v., la coniugazione, cioè l’insieme delle forme di un tema che designa un’azione (tema v., radice v.), determinate sul piano grammaticale da desinenze speciali (desinenze v.), distinte da quelle che determinano i temi nominali, e destinate in genere a indicare, nelle lingue indoeuropee, oltre al tempo e al modo dell’azione, la persona soggetto dell’azione (prima, seconda, terza persona) e quindi anche il numero (singolare, duale, plurale); per altri particolari, v. coniugazione. b. Tema v., nella grammatica scolastica greca, denominazione usuale del tema dell’aoristo, detto verbale perché è la forma tematica che segna la nozione verbale pura, indeterminata in quanto al tempo e al modo dell’azione. c. Aggettivo v., nella grammatica greca, categoria nominale che comprende due forme aggettivali, delle quali una corrisponde per etimologia e significato al participio passato passivo latino in -tus (gr. λυτός = solutus) e l’altra al gerundivo latino (gr. λυτέος = solvendus). Nome v., designazione complessiva, soprattutto con riferimento alla lingua latina, dei nomina actionis, agentis, e rei actae, cioè dei nomi d’azione, d’agente e del fatto compiuto. d. Predicato v., nell’analisi logica, il predicato costituito da un verbo predicativo, da un verbo cioè che, sia per significato sia per funzione, è sufficiente a formare da solo un predicato, senza l’aggiunta di un sostantivo o aggettivo (come accade invece nel predicato nominale); frase v., in contrapp. a frase nominale, la frase contenente un predicato verbale. ◆ Avv. verbalménte, a parole, a viva voce: una dichiarazione fatta verbalmente, un ordine dato verbalmente; accordi presi verbalmente; gliel’ho comunicato verbalmente.

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