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Arte, Lingua e Letteratura, Lingua

Se Saviano scrive qual è con l’apostrofo

L’errore ortografico è collegato allo sviluppo e all’evoluzione di una lingua. Per questo motivo non convince la giustificazione dello scrittore Roberto Saviano che, dopo le critiche ricevute per aver postato in un messaggio su Twitter “qual e” con l’apostrofo, ha affermato che continuerà a scriverlo sempre così proprio come facevano Pirandello e Landolfi. Ma questo ragionamento non funziona: non può esistere oggi un’ortografia personalizzata e l’errore di grammatica è ritenuto un errore sociale grave. Sono molti i casi in cui, nella lingua italiana, forme considerate inizialmente corrette sono poi state bandite perché valutate come improprie: ad esempio, fino alla seconda edizione dei “Promessi Sposi” la grammatica imponeva la forma “io parlava”, “io faceva”, “io andava”. Ma questo non è certo un buon motivo per riproporla anche oggi.

ortografia; apostrofo, grammatica; Roberto Saviano;.

Chi è Giuseppe Antonelli

Giuseppe Antonelli insegna Linguistica italiana all'Università degli Studi di Cassino. Collabora all'«Indice dei libri del mese» e all’inserto domenicale del «Sole 24 ore». I suoi volumi più recenti sono L’italiano nella società della comunicazione (Il Mulino, 2007); Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato (Il Mulino, 2010) e, con Luca Serianni, Manuale di linguistica italiana (Bruno Mondadori, 2011).

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meganoid  -  Data 13/06/2012 22:27

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(3/3)

Comunque grazie, il suo intervento mi ha dato da pensare con fervore. PS. In questa risposta ho dovuto fare uso dell'apostrofo in vece di accento. Non per scelta personale, ancorche' legittima secondo quanto espresso. Quanto per la necessita' contingente di scrivere con una tastiera anglosassone.

meganoid  -  Data 13/06/2012 22:27

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Terzo. I due punti precedenti si fondono nella constatazione empirica che vede l'apostrofo quale segno di accentuazione nella scrittura mediata da nuovi strumenti tecnologici di comunicazione. Piano soggettivo. Trovo inutile e fastidioso associare devianze linguistiche a scrittori settentrionali. Sottolinea che il suo accento e' marcatamente meridionale e che espressioni quali "un po' meglio" e "non troppo bravo" non si addicono a un docente di linguistica. Per non parlare di "idea di errore molto legato", la cui semantica mi risulta tuttora incomprensibile. Mi verrebbe da ricordare: "Chi e' senza peccato, ....", ma preferisco argomentare il punto sul piano oggettivo sopra delineato. (continua)

meganoid  -  Data 13/06/2012 22:26

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Egregio, dal mio punto di vista l'argomentazione non regge. Sviluppo secondo due direttrici. Piano oggettivo. Primo. Lei parla di 'sanzione sociale' quale meccanismo atto a evitare deviazioni da uno standard linguistico che peraltro afferma essere in 'evoluzione'.. Concordo. Tuttavia questa sanzione afferisce alla mera espressione linguistica e non anche alla punteggiatura della sua forma scritta. Secondo. Saviano parla di "uso dell'apostrofo" in vece di accento, il che lo ripara da ogni critica: uso non e' statuizione di regola e segno 'apostrofo' viene impiegato quale sostituto di segno 'accento', il quale rappresenta il processo fonetico di accentuazione della vocale finale. Quindi apostrofo, nell'uso di Saviano, rappresenta accentuazione. Altro sarebbe se Saviano pretendesse di utilizzare il segno 'apostrofo' per rappresentare il processo di troncamento cui esso viene generalmente associato: in tal caso, egli commetterebbe errore. (continua)

Giuseppe Antonelli

Professore di linguistica italiana all'Università di Cassino
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