Scienze sociali e Storia, Scienze politiche

Nonne d’Italia in cucina - Il brodetto del pescatore

di Daniele De Michele

Il cibo è un concentrato di memoria, salvaguardia di un patrimonio, rappresentazioni simboliche, prisma perfetto attraverso cui osservare e raccontare i mutamenti del mondo. Perchè raccontare una ricetta significa raccontare la storia di chi la racconta.

Come si può raccontare la cucina italiana? Il cibo è un linguaggio, è lo strumento attraverso cui si tramanda una storia, familiare, paesana, collettiva. Donpasta si è fatto invitare a pranzo da venti nonne, una per regione, gente comune di tutta Italia per un viaggio nelle cucine familiari della penisola. Un viaggio in tutte le regioni per parlare di ciò che si è salvato delle cucine popolari, di ricette che ancora oggi rappresentano il pregio e l’orgoglio della cucina italiana nel mondo, grazie alla memoria di queste persone. Ogni incontro una ricetta regionale, come sfondo di una conversazione più ampia che permette di raccontare l’Italia tutta, e capire cosa sia stato conservato dell’immenso patrimonio culinario e cosa rischia di perdersi e del perché si smarriscono.

Abruzzo - Pescara
Anna Rachele Palestini
C’era solo pesce povero nella zuppa. I pescatori il pesce nobile lo vendevano e restava il pesce di paranza e quello rovinato. Ma chi di pesce ne capisce sa che è roba eccezionale per dar sapore a un sughetto di mare per la pasta. La preparazione è sorprendente, con un soffritto di peperoncini, peperoni cruschi e concentrato di pomodoro. Nei fatti le sole cose che si conservavano in mare con cui poter cucinare nei lunghi periodi fuori di casa.
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