Arte, Lingua e Letteratura

Italiano - La vita di Dante Alighieri

Dante nasce nel 1265 a Firenze. Nei primi dieci anni di vita, perde la madre e vive con il padre, guelfo, e la matrigna. A soli nove anni, Dante incontra per la prima volta Beatrice che rincontrerà di nuovo all'età di diciotto anni. Notizie sul loro rapporto si ricavano dalla Vita nuova. All'età di dodici anni, secondo l'usanza del tempo, viene destinato al matrimonio, con Gemma Donati dalla quale avrà tre figli. Nel 1283, il poeta era già dedito all'arte del "dire parole per rima". Stringe amicizia con un altro poeta fiorentino, Guido Cavalcanti, e si giova degli insegnamenti di Brunetto Latini. Al centro dei suoi interessi sono la poesia volgare italiana, la poesia provenzale e la poesia latina. È di questo periodo la sua prima opera il Fiore, che è però d'incerta attribuzione. Nel 1289, Dante combatte nella battaglia di Campaldino, in cui i Guelfi si assicurano la vittoria contro i Ghibellini. Nel 1290, anno della morte di Beatrice, Dante si dedica anima e corpo agli studi filosofici per cercare conforto al suo dolore. Frutto di questo periodo è la Vita nuova, composto tra il 1292 e il 1293. Nel 1295, Dante fa il suo ingresso nella vita pubblica fiorentina. Il potere era allora nele mani dei guelfi che si erano scissi in guelfi bianchi, guidati da Vieri dei Cerchi, e guelfi neri capeggiati da Corso Donati. Dante si schiera con i guelfi bianchi, meno facinorosi. Da questa sua esperienza nascerà il Convivio, la cui data di stesura è collocabile tra il 1303 e il 1308. Nel 1301, il poeta viene inviato a Roma da papa Bonifacio VIII; questi aveva inviato a Firenze Carlo di Valois che aveva richiamato i guelfi neri dall'esilio e aveva destituito i governo dei guelfi bianchi. Il suo vero obiettivo era la conquista della città toscana. Nel gennaio 1302, Dante viene condannato all'esilio perpetuo con le false accuse di essere un falsario e un barattiere. Il primo rifugio è la città di Forlì, a casa di Scarpetta Ordelaffi; poi arriva a Verona da Bartolomeo della Scala; nel 1306 è alla corte dei Malaspina in Lunigiana. Le opere di questo periodo sono De Vulgari Eloquentia (1303-04) e Monarchia(1308, ma alcuni suppongono una datazione più tarda). La lontananza da Firenze e dai pubblici uffici permette a Dante di scrivere l'opera che gli ha dato fama perpetua: la Divina Commedia(1304-21). Nel 1312 si sposta a Verona, presso Cangrande della Scala al quale dedicherà il Paradiso. Dal 1318 è a Ravenna presso Guido da Polenta, in questa città muore, di frebbre, il 14 settembre 1321. I suoi resti non saranno mai riportati a Firenze.

link utili

Alighieri, Dante, Dizionario Biografico degli Italiani - Vol. 2 (1960)
Guelfi e ghibellini, Enciclopedia Italiana (1933)
Guido Cavalcanti, Enciclopedia Dantesca (1970)
Brunetto Latini, Enciclopedia Dantesca (1970)
Boezio, Severino, Enciclopedia Dantesca (1970)
Cicerone, Marco Tullio, Enciclopedia Dantesca (1970)
Bianchi e Neri, Enciclopedia Dantesca (1970)
Bonifacio VIII, Enciclopedia Dantesca (1970)
Carlo di Valois, Enciclopedia Dantesca (1970)
Della Scala, Cangrande, Enciclopedia Dantesca (1970)
Malaspina, Enciclopedia Dantesca (1970)
Ordelaffi, Enciclopedia Dantesca (1970)
Polenta, Guido Novello da, Enciclopedia Dantesca (1970)
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